RIMINI.
Un ciak nel cuore di Rimini. Vicino al Ponte di Tiberio sono infatti iniziate ieri le riprese dell’ultimo film di Kristian Gianfreda, dal titolo “Piove col sole”, che racconta con profondità il passaggio dall’adolescenza all’età adulta trasformando la percezione della disabilità da “limite” a risorsa per la società.
Gianfreda, cosa può anticipare della trama?
«Al centro del film risiede il progetto che portano avanti alcuni ragazzi neurodivergenti graffiando la superficie della quotidianità per comunicare al mondo quanto vivono: esclusione, emarginazione e fatica. La nostra è una storia per tutti che si muove tra i registri della commedia e del racconto di formazione intrecciando realismo e leggerezza».
Qualche dettaglio sugli attori?
«Il cast comprende tre giovani freschi di maggiore età, Cristian, Francesco e Matteo che fanno parte del gruppo denominato “La compagnia dello spettro” nell’ambito del progetto “Project - Aut” varato dal Comune di Rimini. La protagonista femminile è Sara, 18enne bolognese, che interpreta una ragazza che, dopo il crollo della famiglia, si trova a vivere in un appartamento di emergenza abitativa nel grattacielo di Rimini, strappata alla sua rassicurante routine. Tra i personaggi fuori dagli schemi che incontra figurano Andrea Roncato, Eva Robin’s e Achille Costacurta, figlio dell’attrice Martina Colombari e dell’ex calciatore Alessandro».
Qual è il significato di questa pellicola?
«Che il mondo senza la disabilità sarebbe più brutto. Sara pensa al suicidio ma grazie all’incontro con ragazzi con sindrome dello spettro autistico, spesso ignorati, e con l’emarginazione in senso più ampio, sulla quale un tempo nutriva pregiudizi, coglie aspetti nuovi della vita che le danno la forza di combattere e di rialzarsi».
Il vostro è un lavoro di squadra?
«Molte trovate della sceneggiatura vengono dai protagonisti, a partire da alcune battute. La scorsa estate ho intervistato tutti i giovani coinvolti nel progetto e proprio in base alle riflessioni emerse ho costruito sia la storia che i dialoghi».
Cosa colpirà di più il pubblico?
«La simpatia e la bellezza degli attori e della gioventù in generale perché “Piove col sole” è uno spaccato sul loro mondo. Anche quello che della realtà sembra brutto viene ingentilito attraverso i loro occhi».
Si fa abbastanza per gli adolescenti più fragili?
«Non possiamo aspettarci che pensino a tutto i servizi sanitari, l’Ausl o la scuola. Per questo continuo a girare film: la chiave di volta risiede nella comunità. Occorre quel pizzico di sensibilità e consapevolezza in più per fare un passo in avanti, poco importa se si entra in un bar o si sale sull’autobus».
Come artista ha mai il terrore della pagina bianca?
«Non ne avrei il tempo (ride, ndr), e come assessore sono sempre sollecitato da spunti. Il problema è trovare le risorse ma anche stavolta la città di Rimini ha risposto con generosità, con tanti imprenditori a sponsorizzarci».
Siete a caccia di comparse?
«Proprio così. Chi fosse interessato può scrivere a Produzione@coffeetimefilm.it».