«La bolletta della luce che i riminesi riceveranno ad aprile sarà più cara del 14%, mentre quella del gas lieviterà del 25%». Lorenzo Pastesini, direttore commerciale Sgr, società riminese che da oltre 60 anni opera nel mercato dell’energia, a quindici giorni dall’inizio della guerra in Iran fa il punto sulla situazione dei costi dell’energia. Confermando un aumento dei prezzi per famiglie e imprese. «Se prima del conflitto per la luce si spendevano, mediamente, 60 euro al mese, oggi se ne spendono 69 euro. Mentre per il gas l’esborso salirà da 100 euro a 125 euro».
Rimini: “Gas e luce, ecco i rincari in arrivo ad aprile”
Pastesini, preoccupato o spaventato da questa guerra in Iran?
«Preoccupato e spaventato. Come cittadino dico che non può essere mai la guerra una soluzione plausibile per risolvere un problema o proteggere interessi economici. Con la giacca di SGR Luce&Gas indosso, invece, sono preoccupato perché distribuire energia significa fornire a cittadini e imprese una risorsa fondamentale e, in uno scenario ancor più incerto e volatile, i clienti si fanno giustamente tante domande. Senza contare l’azione truffaldina di chi tenta di approfittare della situazione».
Col blocco armato dello stretto di Hormuz cosa accadrà?
«Voglio dare un messaggio chiaro: quanto a stoccaggi e continuità la sicurezza del sistema energetico italiano ed europeo non è in discussione. Perché i livelli di riempimento degli stoccaggi di gas rimangono su soglie di sicurezza, garantendo la continuità delle forniture. I dati di marzo evidenziano come l’Italia detenga riserve per circa 94 TWh (pari a un riempimento del 47-51%), posizionandosi ben al di sopra della media europea (32,5%) e garantendo una copertura che mette al riparo da qualsiasi rischio di interruzione fisica delle forniture».
Quanto inciderà questo nuovo conflitto sui prezzi del gas?
«La tensione attuale riguarda la componente di “rischio” che i mercati finanziari riflettono sui prezzi a breve termine. La situazione attuale vede convivere la solidità del sistema nazionale e la sicurezza degli approvvigionamenti con la volatilità dei mercati».
Ci sarà un aumento delle bollette?
«Nelle ultime settimane i prezzi all’ingrosso hanno subito brusche accelerazioni dettate proprio dall’incertezza. Per le forniture di energia elettrica il prezzo a marzo è passato dai 102 euro/MWh di fine febbraio ad un picco massimo di 142 euro/MWh. Attualmente la quotazione per il mese di aprile si attesta intorno ai 126 euro/MWh. Dinamica simile per il gas, passato da 33 euro/MWh (fine febbraio), con un picco a 55 euro/MWh e un valore attuale per il mese di aprile di circa 51 euro/MWh».
La bolletta che i riminesi riceveranno ad aprile quanto sarà più cara?
«Molti consumatori si chiedono se un aumento del 60% sul valore del gas all’ingrosso significhi un raddoppio della bolletta. La risposta è no. La bolletta è composta da diverse voci: materia prima, trasporto, oneri di sistema e imposte. Considerando, poi, la fornitura di energia elettrica, Il costo della materia prima incide oggi per circa il 55-60% sul totale della bolletta di un cliente domestico tipo, il passaggio da 102 euro/MWh a 126 euro/MWh, l’impatto stimato sulla spesa complessiva della bolletta elettrica che i riminesi vedranno ad aprile sarà di circa il +12-14%. Se la bolletta media mensile era di 60 euro, il rincaro attuale la porterebbe a circa 68-69 euro. Per quanto riguarda il gas, invece, l’incidenza della materia prima è storicamente più bassa, tra il 40% e il 45% per via di imposte e costi di rete più pesanti. Nonostante il gas sia passato da 33 euro/MWh a 51 euro/MWh, l’impatto finale sarà “ammortizzato” dalle altre componenti della bolletta. Si stima, quindi, un incremento della bolletta intorno al +22-25%. Rispetto al consumo stagionale, una bolletta che prima era di 100 euro potrebbe salire a circa 122-125 euro».
Su una famiglia tipo riminese, mediamente, quanto potrà pesare questo aumento a livello annuale?
«Dipenderà dal tempo che ci vedrà coinvolti nell’incertezza. Molti Paesi stanno agendo sulle riserve per tamponare gli aumenti e direi che la strategia sta dando buoni risultati. Chiaro che se le tensioni dovessero continuare, tutto si rimescolerà».
Andiamo verso la stagione calda, ovvero meno gas consumato....
«Vero, ma pensiamo sempre che siamo un sistema che vede una domanda da cittadini e imprese, per tante di queste ultime purtroppo la situazione avrà un sollievo minore».
Con l’arrivo del caldo e con l’accensione degli impianti di aria condizionata cosa accadrà?
«Dipenderà dall’andamento del prezzo della risorsa energetica. Stiamo consigliando, in questa fase di “prezzi influenzati dall’emotività”, di rimanere su un prezzo variabile che permette di beneficiare immediatamente del calo non appena le tensioni si allenteranno, senza cristallizzare in bolletta i massimi di questo periodo. I dati ci dicono che il mercato sta scontando l’incertezza della guerra sulle scadenze brevi, ma mantiene fiducia sul futuro, come dimostra il Cal 27 (sistema delle quotazioni) invariato. Sottoscrivere un prezzo fisso ora significa pagare oggi un’assicurazione molto costosa basata su un picco che potrebbe sgonfiarsi rapidamente. Invitiamo alla calma: la sicurezza degli approvvigionamenti è garantita dagli stoccaggi, e la razionalità economica suggerisce di non inseguire i rialzi del momento».
A quanto potrà schizzare la bolletta della luce?
«Se la situazione dovesse continuare l’incremento descritto si vedrà sulle fatture di competenza marzo 2026 quindi quelle che arriveranno nelle case dei nostri clienti a partire da aprile 2026».
Oggi una famiglia riminese media quanto paga di gas e di luce. Se questa guerra non finirà presto a quanto arriveranno le due bollette?
«Non possiamo agire sui prezzi delle risorse energetiche, possiamo agire per efficientare i sistemi e consumare di meno. Chi ha agito in questo senso riesce ad alzare una barriera: il consumo medio dei clienti SGR per effetto degli interventi di efficientamento nel corso degli anni si è ridotto di molto ad oggi il consumo medio e di circa 500 mc/anno quando qualche decina di anni fa era superiore agli 800/1000 mc/anno. Pensando ai mesi invernali, la riduzione di due gradi di temperatura interna consente un risparmio quasi del 20%. Ad oggi, avere un edificio con cappotto termico consente un risparmio di circa il 40% sul consumo di gas»
Per famiglie e imprese pensate di adottare delle agevolazioni?
«Abbiamo messo a disposizione soluzioni per attenuare l’impatto economico, laddove ci sono le condizioni rateizziamo le bollette. Poi ci sono diverse opportunità garantite dal sistema di protezione per le famiglie italiane, che è stato potenziato. I dettagli tecnici sono disponibili anche presso i nostri uffici e online».