Rimini. Ex funzionario della Prefettura accusato di violenza sessuale: chiesto il rinvio a giudizio per il 61enne

Rimini
  • 03 marzo 2026

La Procura di Rimini, nella figura del pm Davide Ercolani, ha chiesto il rinvio a giudizio per il 61enne, ex funzionario della Prefettura, indagato per violenza sessuale nei confronti di alcune donne straniere che si erano rivolte a lui per svolgere pratiche burocratiche relative alla permanenza in Italia. Reato aggravato dall’averlo commesso mentre svolgeva una funzione pubblica. L’indagine, condotta dalla Squadra mobile della Questura di Rimini, era stata avviata la scorsa estate dopo la denuncia di una vittima.

L’uomo, difeso dalle avvocate Claudia Puzone e Arianna Zanetti del Foro di Rimini, durante l’interrogato preventivo, rispondendo alle domande della gip Raffaella Ceccarelli aveva fornito la sua personale versione dei fatti, definendosi pentito e rattristato per quanto avvenuto e dicendosi pronto a risarcire le donne offese dai suoi comportamenti. Tra le preoccupazioni del 61enne, oltre a quella di mostrare costernazione per l’incresciosa vicenda, anche quella di non perdere il posto di lavoro, descritto come unica fonte di entrate e sostentamento. La stessa giudice che poi lo aveva sospeso temporaneamente dal suo incarico in Prefettura e con un’ordinanza interdetto l’uomo dalle attività inerenti il rapporto con il pubblico, autorizzando però lo svolgimento di attività necessarie al servizio della collettività, in assenza di pubblico o da remoto. Niente misura cautelare degli arresti domiciliari quindi per il 61enne, come invece richiesto dal pm Davide Ercolani.

A far scattare le indagini, condotte dalla Squadra mobile della Questura di Rimini e terminate proprio nella Giornata contro la violenza sulle donne, come detto è stata la denuncia di una donna straniera che la scorsa estate si era rivolta alla Prefettura per ottenere dei documenti. Le molestie (tra cui palpeggiamenti alle cosce, baci ai capelli e sulle labbra, abbracci e occhiate indiscrete ai seni) sarebbero avvenute mentre il funzionario svolgeva le proprie mansioni redigendo atti burocratici per le utenti, come richiesta della cittadinanza, visto e nullaosta per il matrimonio. Da quanto emerso, pare che siano almeno tre le vittime di episodi documentati da intercettazioni e immagini, ma solo una alla fine ha avuto il coraggio di denunciarlo.

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