Dovrà rispondere delle accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, rifiuto di fornire le proprie generalità e violazione del foglio di via il trentatreenne pugliese, protagonista nel fine settimana di un pomeriggio di ordinaria follia a Rimini. Il giovane, già ampiamente noto alle forze dell’ordine e gravato da un divieto di ritorno nel comune emesso dal questore nel maggio del 2025, si è presentato ieri mattina in tribunale per il rito direttissimo in uno stato di visibile alterazione psicofisica.
La direttissima
Durante l’udienza, il suo atteggiamento non collaborativo e il forte stato di agitazione hanno reso impossibile il regolare svolgimento dell’attività giudiziaria. Di fronte a tale scenario, il suo legale, l’avvocato Luca Galli, ha richiesto al giudice i termini a difesa, un istituto che permette di posticipare il dibattimento per preparare adeguatamente la strategia difensiva alla luce dello stato dell’imputato. Il giudice Vinicio Cantarini ha accolto l’istanza, fissando la nuova udienza per inizio maggio. Nel frattempo, valutata l’indole violenta manifestata, il magistrato ha disposto la custodia cautelare in carcere, dove l’uomo rimarrà ristretto fino alla data del processo.
Il fatto
La vicenda è iniziata durante un pattugliamento in zona Bastioni Orientali. Notato dagli agenti, l’uomo ha iniziato a inveire senza alcun pretesto contro la divisa, proferendo frasi sprezzanti. Al tentativo di identificarlo, ha opposto un netto rifiuto, costringendo gli operatori ad accompagnarlo in Questura. Durante il tragitto e all’arrivo negli uffici, la violenza verbale è proseguita con minacce inquietanti: “Vi ammazzo con le mie mani, vi manderò qualcuno a riempirvi di botte e a tagliarvi le gomme sotto casa”.
È proprio all’interno degli uffici che la situazione è precipitata: approfittando di un istante in cui l’attenzione era rivolta alle procedure burocratiche, l’uomo ha scagliato una sedia nel corridoio e si è avventato con furia contro un vice ispettore. L’aggressore ha stretto le mani al collo dell’ufficiale nel tentativo di strangolarlo, spingendolo con forza contro uno stipite. Solo il tempestivo intervento degli altri tre agenti presenti e l’utilizzo dello spray urticante hanno permesso di vincere la sua resistenza e di trarlo in arresto. Il bilancio per il poliziotto è di 14 giorni di prognosi per lesioni al collo e al torace, con l’obbligo di indossare un collare cervicale.