Farmacisti riminesi sotto attacco tra rapine, aggressioni e recensioni negative su Google. Balza spesso alla ribalta la crescente maleducazione degli utenti contro i sanitari del pronto soccorso, ma se Atene piange, Sparta non ride. Con i dovuti distinguo, infatti, anche i farmacisti sono esposti a criticità che esplodono con maggior frequenza durante la stagione estiva. Lo conferma Giulio Mignani, già presidente dell’Ordine dei farmacisti della Provincia di Rimini e entrato di recente a far parte dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza farmacisti. «Il nostro comparto – premette - è da sempre vittima di rapine e aggressioni sia fisiche che verbali ma, sebbene non esistano statistiche precise, negli ultimi anni si assiste a un aumento delle segnalazioni all’Ordine dei farmacisti». Il nodo maggiore, invece, resta quello delle rapine, «talvolta a opera di figure stanziali, spesso tossicodipendenti che razziano uno alla volta diverse attività dello stesso quartiere prima di finire in manette e lasciare il campo a un altro malvivente». Per non farsi mancare nulla, anche se, sottolinea, la situazione «più grave» la fronteggiano i colleghi del pronto soccorso, c’è la costante del taccheggio: a sparire nelle borse, anche durante il tempo atteso in coda, sono soprattutto i prodotti cosmetici e per l’igiene «in quanto esposti sugli scaffali e non chiusi nei cassetti».
Per quanto riguarda le criticità a stupire sono i motivi: c’è chi, ad esempio, si lamenta perché gli è stato negato un farmaco in mancanza della ricetta «sebbene il farmacista di turno abbia fatto solo il suo dovere». Segnalazioni che si accompagnano, in modo sistematico, «a recensioni negative (una stella su cinque) su Google». E per esser bocciati senza riserve bastano anche percezioni erronee «come – dice menzionando un episodio attribuito a lui - aver fatto una presunta faccia strana quando un cliente mi ha chiesto di pagare con il pos”, una modalità di pagamento che al contrario, per me, costituisce la normale routine».
Ad appesantire il clima sono le aggressioni fisiche di giorno visto che le aperture notturne vedono i farmacisti blindati in farmacia. A scaldare gli animi è spesso la pretesa di uno sconto, motivazione per la quale ci si può ritrovare le mani del cliente «strette attorno al collo», con la scena immortalata sulle telecamere dell’attività. E, in tal senso, l’estate si conferma croce e delizia del settore perché a perdere le staffe «sono soprattutto i turisti che non vogliono rinunciare alla tintarella per recarsi dalla guardia medica e, sprovvisti di ricetta, pretendono farmaci per i quali è indispensabile averla, come gli antibiotici». In quest’ultimo caso, precisa ancora Mignani, si tratta «di un problema di salute pubblica visto che l’abuso o l’uso improprio degli antibiotici può causare la resistenza batterica, un fenomeno in cui i batteri sviluppano la capacità di sopravvivere all’azione dei farmaci, rendendoli meno efficaci». Riguardo all’identikit di chi va in escandescenze è trasversale per età e provenienza, coinvolgendo sia uomini che donne.