RIMINI. Si erano resi protagonisti di una pericolosa fuga a bordo di un’auto rubata nel settembre scorso. Ora sono stati espulsi dall’Italia. Si tratta di due cittadini albanesi, entrambi pluripregiudicati e ritenuti particolarmente pericolosi. I due soggetti, privi di titolo per soggiornare sul territorio nazionale, erano già noti alle forze dell’ordine per numerosi precedenti in materia di reati contro il patrimonio e stupefacenti. Inoltre, entrambi risultavano sottoposti alla misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Santarcangelo di Romagna.
A settembre si erano dati alla fuga nel corso di un controllo effettuato dalla Squadra Mobile in via Tolemaide. Sorpresi a bordo di una BMW X6 risultata rubata, avevano tentato di sottrarsi all’intervento degli agenti dando vita a un inseguimento durante il quale un poliziotto aveva riportato delle lesioni. Grazie all’intervento di ulteriori equipaggi giunti in supporto, i due fuggitivi erano stati definitivamente bloccati al termine di una violenta colluttazione.
I successivi approfondimenti investigativi avevano consentito di accertare il loro coinvolgimento nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso delle operazioni, infatti, erano stati rinvenuti nella loro disponibilità quasi quattro etti di cocaina e diversi coltelli. A seguito dell’arresto, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Rimini ha immediatamente avviato il complesso iter amministrativo finalizzato all’espulsione. Dopo l’esatta identificazione degli interessati, l’acquisizione dei necessari lasciapassare dalle autorità consolari albanesi e il rilascio del nulla osta da parte dell’autorità giudiziaria competente, nella mattinata di venerdì il Giudice di Pace di Rimini ha convalidato i provvedimenti. Nella stessa giornata, i due cittadini albanesi sono stati accompagnati e scortati da personale specializzato della Polizia di Stato presso l’aeroporto di Rimini e rimpatriati con un volo diretto a Tirana. Nei loro confronti è stato altresì disposto il divieto di reingresso in Italia per i prossimi dieci anni, in ragione della loro accertata pericolosità sociale.