Rimini. Emergenza lupi, la Regione convoca i sindaci

Rimini
  • 18 gennaio 2026

Un tavolo di confronto tra istituzioni per affrontare l’emergenza lupi nel Riminese. L’appuntamento è per venerdì 30 gennaio, quando l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi e il presidente della Provincia e sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad incontreranno i primi cittadini del territorio insieme a questore, prefetto, Carabinieri forestali e polizia provinciale. L’iniziativa, promossa dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Comune e Provincia, risponde agli avvistamenti sempre più frequenti e all’aumento della presenza di lupi in provincia. Si tratta del primo di una serie di incontri che coinvolgeranno tutte le province emiliano-romagnole per cercare soluzioni condivise alle situazioni più critiche.

Il nodo normativo

“L’aumento dell’areale di presenza del lupo e dei casi di predazione rappresenta un problema che non riguarda più solamente le zone di montagna”, spiega l’assessore Mammi. Il problema principale, secondo la Regione, è il quadro normativo nazionale, che non ha ancora recepito il declassamento del lupo come specie protetta avvenuto a livello europeo.

“Nel nostro Paese il lupo è ancora particolarmente tutelato, con tutto ciò che ne consegue. Le deroghe previste dalla direttiva Habitat sono difficilmente applicabili, anche per un piano di gestione nazionale fermo al 2002”, sottolinea Mammi, che chiede un cambio di impostazione: “Servono leggi che permettano di intervenire in modo efficace dove il lupo rappresenta un vero pericolo, a tutela anche degli allevatori e delle imprese agricole”.

Gli strumenti di dissuasione

La Regione ha già attivato da alcuni mesi strumenti di dissuasione attiva, partendo proprio da Rimini: personale appositamente formato può utilizzare pallini di gomma per allontanare i lupi confidenti. Sono inoltre in corso interlocuzioni con gli enti preposti per attivare misure di rimozione in casi singoli e specifici.

“Stanno emergendo situazioni problematiche e predazioni di animali da compagnia anche presso le residenze civili. Anche in questi casi bisogna poter intervenire”, avverte l’assessore.

La strategia regionale

Dal 2014 l’Emilia-Romagna ha messo in campo una strategia articolata su quattro pilastri: prevenzione, indennizzi, informazione e coordinamento istituzionale. Sul fronte economico, ogni anno vengono stanziati circa 350mila euro per la prevenzione dei danni da fauna selvatica, di cui un quarto destinato specificamente alla protezione dagli attacchi dei lupi.

A gennaio 2026 è stato varato un bando straordinario da 2 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi di protezione come recinzioni, cani da guardiania e sistemi di dissuasione. Altri 70mila euro annui vanno agli indennizzi per le attività colpite.

Da giugno 2025 i contributi sono stati ampliati per coprire anche danni indiretti: il tempo speso nella gestione dell’emergenza, il mancato reddito da predazioni, le spese veterinarie per le cure degli animali feriti e i costi per lo smaltimento delle carcasse.

Le aziende zootecniche possono inoltre contare su assistenza tecnica gratuita per individuare i sistemi di difesa più adatti, mentre sul territorio vengono organizzati tavoli tecnici e sopralluoghi con funzionari regionali, forze dell’ordine, enti locali e associazioni agricole.

“Al Governo e al Parlamento chiediamo di essere coinvolti nell’adeguamento normativo per elaborare una strategia coordinata a livello nazionale”, conclude Mammi. “Il problema colpisce le produzioni agricole e in generale tutte le nostre comunità”.

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