Rimini. Emergenza abitativa, l’assessore Gianfreda: “Edilizia sociale, ecco tre progetti per oltre cento case”

Rimini

Tre progetti per creare un centinaio di abitazioni di edilizia sociale e combattere la carenza di appartamenti in affitto. E’ quanto prevede il nuovo piano casa del Comune che punta a rivitalizzare un mercato immobiliare bloccato da mille seconde abitazioni destinate agli affitti turistici e brevi (con tanto di codice identificativo nazionale), e nulla, o quasi, al mercato delle locazioni lunghe.

I piani di Palazzo Garampi

«Stiamo cercando delle soluzioni che possano rimuovere questa criticità e dare ossigeno a chi cerca un’abitazione e non la trova - sottolinea l’assessore alle Politiche per la casa, Kristian Gianfreda –. Soluzioni che abbiamo individuato in tre distinte operazioni urbanistiche che, una volta messe a terra, garantiranno oltre 100 nuove abitazioni di edilizia sociale a canone calmierato».

Ex Moi, Acer e 15 milioni

Tre i piani d’intervento, per tre zone cittadine diverse: l’ex mercato ortofrutticolo lungo la via Emilia, Torre Pedrera, e un’area di proprietà del Valloni in centro storico. Spiega Gianfreda: «Vorrei partire col progetto più grande, quello all’ex Moi. Lì prevediamo, d’intesa con Acer, di realizzare almeno 80 appartamenti: la metà, o qualcosa in più, a destinazione popolare, il resto a cohouising, residenza condivisa. In sostanza, appena ricevuti i 15 milioni di euro di finanziamento statale del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (PINQuA), per il quale abbiamo sollecitato nuovamente lo sblocco, Acer provvederà a realizzare gli immobili».

Famiglie accoglienti

Gianfreda poi precisa: «Quelli popolari resteranno a loro, quelli in cohousing, invece, saranno gestiti dal Comune e dati, ad affitto calmierato, per un terzo a famiglie “accoglienti” (madre, padre e figli, ndr), e per il restare 70% a nuclei composti, per fare un esempio, da una madre con bambino o da un disabile, insomma da persone con problemi, che, utilizzando spazi condivisi, dalla biblioteca a luoghi di lettura o di ritrovo, verrebbero assistiti nelle faccende di tutti i giorni da questi nuclei “accoglienti”: controllo del bambino quando la madre è al lavoro o supporto e compagnia a chi ha problemi di deambulazione».

Confcooperative

Insomma, quella comunità aperta e integrata di cui tanto si parla «e di cui c’è sempre più bisogno». Talmente tanto bisogno che Gianfreda ha pensato di allargare i progetti di cohousing ad altre due zone cittadine. «Per quanto riguarda il progetto di Torre Pedrera – spiega l’assessore – l’accordo lo abbiamo siglato con Confcooperative che, ottenuto un fondo regionale ad hoc per il cohousing, si è subito messa al lavoro per realizzare una decina di appartamenti: anche in questo caso un terzo andrà a famiglie “accoglienti”, che hanno già dato la loro disponibilità ai nostri servizi sociali, il resto a persone bisognose di aiuto». Infine, il “Valloni”, la residenza per anziani. «In questo caso – conclude Gianfreda – l’istituto realizzerà, in un’area di sua proprietà in zona Lagomaggio, tra le dodici e le quattordici abitazioni, il Comune le gestirà e i nuclei “accoglienti” e le persone sole e in difficoltà le andranno ad abitare ad affitto calmierato».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui