Rimini. Edilizia: calano le aziende. Cgil e Cna: «Ora si rischia una crisi senza uscita»

Rimini

RIMINI. Crescono gli occupati, ma calano le imprese attive. Il settore dell’edilizia riminese è a un bivio. E, cancellato dal governo Meloni il Superbonus 110, con il Pnrr ormai agli sgoccioli (scadrà il 30 giugno), si dovrà reinventare per non precipitare. Individuando, magari, nuovi percorsi d’investimento.

Cgil e Cna

«La situazione è preoccupante», commenta Andrea Pracucci, segretario di Fillea-Cgil Rimini. «Anche perché all’orizzonte non si vedono risorse o prospettive di rilancio» aggiunge Ruggero Vitali, responsabile di Cna costruzioni. «Dai dati fornitici dalla Cassa edile – spiega Pracucci – emerge che nel 2025 in tutta la provincia, c’è stato un incremento di addetti del +3% nel Cedaiier (la Cassa delle imprese edili artigiane) rispetto al 2024. A dimostrazione che il comparto che fa riferimento agli investimenti privati, condomini, proprietari di case, ad esempio, sta reggendo grazie ai lavori portati avanti con il superbonus, attraverso quei cantieri che, una volta bloccati a causa dei crediti incagliati, sono riusciti a ripartire». Proprio mentre molte imprese hanno chiuso i battenti.

Ditte in calo

«Proprio così - conferma Vitali –, comparando il primo trimestre 2026 con quello del 2025 registriamo una flessione di ditte attive del 2,55%. Un dato che dovrebbe far riflettere tutti gli addetti ai lavori, visto che da settembre non ci sarà più nemmeno il Pnrr». Fondi europei del Piano di ripresa e resilienza (209 miliardi veicolati da Bruxelles in Italia ai tempi del covid e del governo giallorosso), che a Rimini hanno finanziato una trentina di progetti comunali, per un valore totale di 40 milioni, tra cui la nuova piscina di Viserba, tre nuovi asili, mense scolastiche e lo Stadium. «In questo caso – precisa Pracucci - esaminando i dati relativi al settore Fcr (la Cassa edile dell’industria e cooperazione) nel 2025 vediamo una crescita di occupati del 14% sul 2024, a dimostrazione di quanto il settore delle costruzioni - sia quello privato (proprietari di casa e condomìni) che pubblico (enti locali) - sia fortemente dipendente dalla spinta dei bonus: 110, nel primo caso, Pnrr nel secondo. Che, uniti insieme, hanno determinato un aumento di addetti del +8%, per un totale occupati in tutta la provincia di Rimini di 5.000-5.500 unità, di cui 2.400 nel Cedaiier».

Rischio crisi nera

E per il 2026? Cosa accadrà quest’anno, visto che subito dopo l’estate verranno a mancare i soldi del Pnrr? «Succederà che se il governo non s’inventerà qualcosa – avverte il segretario della Fillea Cgil – se non varerà piani d’intervento, il settore sprofonderà in una crisi senza vie d’uscita». Se a questo, aggiungiamo la ricaduta sui prezzi della guerra in Iran, agli imprenditori edili non resta che mettersi le mani nei capelli.

E alla Cna arrivano già dati allarmanti. «Secondo il nostro centro studi – puntualizza Vitali - si stanno registrando incrementi dei prezzi che in alcuni casi raggiungono il 20% per il ferro e tra il 18 e il 20% per il conglomerato bituminoso e le membrane. Mentre per acciaio, tubazioni e raccordi in Pvc diversi fornitori stanno accettando ordini con riserva di aggiornamento dei prezzi. Tutto questo quando alcuni fornitori chiedono la conferma dei preventivi nell’arco di 24 ore, pena la possibile revisione delle condizioni economiche».

Ma non finisce qui perché «queste dinamiche si innestano su un quadro già caratterizzato da aumenti del calcestruzzo nell’ordine del 10% registrati a inizio anno e dal rialzo dei costi del carburante (oltre 2 euro al litro per il gasolio, ndr), con effetti immediati sui mezzi e sull’operatività delle imprese». Conclude allora il responsabile della Cna costruzioni Rimini: «Lo scenario che si preannuncia per fine estate, inizio autunno, è decisamente a tinte fosche. Per questo invitiamo il governo a muoversi per individuare, quanto prima, piani di rilancio funzionali all’edilizia, dato che, dal 2019, il 31% della crescita occupazionale complessiva è stato determinato dall’aumento del numero degli occupati nel comparto delle costruzioni».

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