Rimini. Due nuovi belvedere a Rimini sud, al via i lavori per le vasche di accumulo

Due nuovi belvedere sul lungomare di Rimini sud. Al via i lavori per la realizzazione della vasca di accumulo alla fossa Rodella a Rivazzurra (viale Regina Margherita), al confine con Miramare, che inizieranno la prossima settimana per concludersi nella primavera del 2027. Partiranno invece nel mese di dicembre, per concludersi sempre nel 2027, i lavori per la realizzazione della vasca di laminazione e prima pioggia al Colonnella 2 in fondo a viale Firenze a Bellariva.
Prosegue dunque verso la zona sud di Rimini il Piano di salvaguardia della balneazione (Psbo), che interviene sul sistema fognario depurativo e per il superamento delle criticità legate alla balneabilità della costa. Un piano fondamentale anche per la salvaguardia idraulica della città che, in caso di eventi meteorologici intensi segna la differenza riducendo i rischi idraulici per le inondazioni.
Per illustrare nel dettaglio questi due importanti interventi si terrà un incontro pubblico il 17 ottobre alle 18 all’hotel Yes Touring (Viale Regina Margherita 82). Questa assemblea, organizzata in collaborazione con l’Associazione albergatori di Rimini, vedrà la partecipazione del sindaco di Jamil Sadegholvaad, dell’assessora alla Transizione ecologica Anna Montini e dell’assessore ai Lavori pubblici Mattia Morolli, insieme ai responsabili del Gruppo Hera.
I due nuovi belvedere
I due nuovi presidi idraulici consistono in due vasche interrate, che saranno realizzate sotto il manto stradale e nell’area completamente riqualificata del nuovo Parco del Mare, e altrettanti belvedere. I lavori del Psbo, infatti, andranno a coordinarsi e integrarsi con l’attuazione del progetto del Parco del Mare nei tratti 6 e 7. I “belvedere” sono pensati prendendo come riferimento le forme e le linee sinuose del progetto di Piazzale Kennedy e i percorsi e le geometrie a “sardina” che caratterizzano il master plan del Parco del Mare.
L’evoluzione del Psbo
Stanno procedendo i lavori che hanno l’obiettivo di portare a pieno completamento il processo di separazione delle reti nell’area tra Torre Pedrera e Viserbella. L’intervento complessivo di separazione dei bacini Brancona e Viserbella è stato suddiviso in 7 lotti d’intervento, per cercare di limitare il più possibile l’impatto sulla città. Si sono conclusi i lavori relativi al primo, secondo, quarto e settimo lotto, che consentiranno, una volta completati gli interventi di separazione anche da parte dei privati, l’utilizzo esclusivo della fossa Viserbella per le sole acque meteoriche. Sono in corso di esecuzione i lavori relativi al nuovo sollevamento Brancona, mentre si è già conclusa la posa della relativa condotta premente lungo via Lotti. Rimangono da realizzare gli interventi relativi alle reti del terzo, quinto e sesto lotto. Per tali interventi sono state appena aggiudicate le gare d’appalto per l’individuazione delle Imprese esecutrici con previsione di completamento delle opere per il 2025. Una volta terminato questo intervento vedrà impiegati 16 milioni di euro.
Dorsale Ausa
Per continuare a proteggere Rimini dai fenomeni di allagamento conseguenti al contesto di mutate e sempre più importanti precipitazioni che interessano il territorio Romagnolo, sarà avviata la prima opera aggiuntiva al Psbo: la cosiddetta “Dorsale Ausa”. Si tratta di un sistema idraulico costituito da nuovo collettore del diametro di 160 cm, che si sviluppa in parallelo alla Ss16, con il relativo impianto di sollevamento. Quest’opera che si colloca a monte della città è di fatto un prolungamento dell’attuale deviatore Ausa nel quale di andrà ad immettere e permetterà di convogliare le acque meteoriche di tutte le nuove espansioni urbanistiche direttamente al deviatore e conseguentemente al mare. L’intervento, che prevede lavori per un importo di circa 6 milioni di euro, ha ottenuto un finanziamento ministeriale nell’ambito degli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico e l’adeguamento dei sistemi fognari, in quanto opera tesa a limitare l’afflusso di acque meteoriche nel sistema fognario cittadino.
Balneazione sicura
«Il Psbo rappresenta una sfida ingegneristica di grande complessità e valore, ma anche una straordinaria opportunità per tutto il territorio - afferma Alessandro Baroncini, direttore centrale Reti Gruppo Hera -. Attraverso questo progetto, non solo contribuiamo concretamente alla risoluzione del cronico problema degli scarichi a mare, garantendo una balneazione più sicura e un ambiente più sano, ma abbiamo anche gettato le basi per una maggiore sicurezza idraulica e un futuro più sostenibile. Il recupero dei materiali di scavo per il ripascimento delle spiagge, ad esempio, è un esempio concreto di economia circolare che ci rende particolarmente orgogliosi. Siamo convinti che il Psbo sia un modello da seguire per altre realtà costiere e che i suoi benefici si ripercuoteranno positivamente sulla vita di tutti i giorni dei cittadini».