Rimini, dopo anni di abbandono il Paradiso torna a vivere e diventa “Paradiso Art Gallery”

Rimini
  • 23 maggio 2026

Il prossimo autunno riaprirà sul colle di Covignano, a Rimini, lo storico Paradiso: l’ex locale, chiuso da anni e acquistato all’asta nel 2018 dalla società Filo, diventerà ‘Casa Paradiso Art Gallery’, spazio dedicato ad arte, eventi aziendali, sfilate di moda ed esposizioni. I lavori di trasformazione sono iniziati nel 2023 e la struttura aprirà i battenti il prossimo autunno.

Il Paradiso è stato uno dei ‘templi’ più sacri del mondo della notte romagnola: sul colle di Covignano dominava Rimini e orientava le tendenze in quella striscia di terra, la Riviera, divenuta negli anni Ottanta e Novanta il ‘divertimentificio’ nazionale. Un vero e proprio simbolo e divenuto icona di un’epoca, quella delle discoteche, sempre più sbiadita e destinata a rimanere nella memoria.

Il locale amato da migliaia e migliaia di persone, salite sul colle per ‘vedere e farsi vedere’, a fianco di cantanti e modelle di fama mondiale, stilisti di grido e politici di ogni schieramento, calciatori - da quelli di provincia fino alle superstar come Maradona - e sportivi di ogni disciplina, stelle dello spettacolo tricolore e internazionale, torna a nuova vita, tutta dedicata alla cultura e all’arte.

La nuova struttura si estende su un’area di 15.000 metri quadrati, ha mantenuto il perimetro originario, integrandolo con materiali come pietra naturale e legno e recuperando elementi storici come il cancello d’ingresso. Negli anni Cinquanta Tina Mirti Fabbri aveva trasformato la villa collinare in un punto d’incontro per il jet-set. Negli anni Settanta il figlio Gianni Fabbri ne aveva fatto uno dei locali più noti e iconici della Riviera.

A suggellare il passaggio di testimone tra il ‘vecchio’ e il ‘nuovo’ ‘Paradiso’, Simonetta Franci, moglie del celebre semiologo Paolo Fabbri. “Mio marito - racconta - amava paragonare il suo lavoro a quello del fratello Gianni: ‘Entrambi ci occupiamo di giovani’, diceva, ‘io nelle aule universitarie di giorno, mio fratello accogliendoli di notte’. Libri, musica e ballo sono tutte esperienze formative della giovinezza. Oggi - conclude - sono sicura che entrambi avrebbero amato la rinascita di questo luogo: un progetto che fa risorgere lo spirito pionieristico originario al servizio di arte, cultura e impresa”.

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