Non si costituiranno parti civili i due figli di Maria Rosaria Onorati, la 76enne ospite della Rsa Quisisana che, nel luglio 2023, perse la vita precipitando dalle scale in sedia a rotelle. Gli eredi dell’anziana, in qualità di parti offese nel procedimento e difesi dall’avvocato Giuliano Renzi, dopo i primi contatti avviati nei mesi scorsi, di recente sono stati completamente risarciti del danno dalla compagnia assicurativa della struttura (la somma però non è stata resa nota). In questo modo sono stati “liberati” dal pagamento in caso di condanna i due imputati accusati di omicidio colposo: si tratta del 33enne infermiere riminese (difeso dall’avvocato Gian Paolo Colosimo del Foro di Rimini) che si occupava della donna e della 46enne rumena responsabile della Rsa (assistita dalla legale Eleonora Ciliberti del foro di Milano).
Rimini, donna morta in Rsa: famiglia risarcita dall’assicurazione
A breve si torna in aula
Il procedimento però ovviamente prosegue, con la prossima udienza fissata tra qualche giorno davanti al gup Alessandro Capodimonte, durante la quale verosimilmente verrà deciso il rito con cui si svolgerà il processo. L’anziana, affetta da una grave forma di demenza senile, quel pomeriggio era stata da poco alzata dal letto della sua stanza al secondo piano della Rsa e fatta sedere sulla sedia a rotelle. Il passo successivo sarebbe stato quello di raggiungere altri ospiti in un ambiente più ampio, ovvero la sala da pranzo. La donna, però, secondo le indagini della Procura, in assenza di alcuna vigilanza, precipitò dalla rampa di scale posta tra il secondo e il terzo piano della struttura, davanti alla stanza 301 a lei assegnata.
Nessuno assistette alla scena, rendendo difficile capire come fosse riuscita ad arrivare sul bordo delle scale con una sedia a rotelle che non era in grado di muovere da sola viste le sue gravissime patologie invalidanti.