Ieri, giovedì 23 luglio, la Polizia di Frontiera di Rimini ha arrestato due donne di nazionalità moldava, impiegate all’interno di una struttura alberghiera della provincia riminese che utilizzavano falsi documenti d’identità romeni per poter lavorare in Italia. Durante un controllo in un’attività alberghiera, insospettiti da alcune incongruenze sui documenti presentati per l’assunzione dalle due lavoratrici, gli agenti hanno avviato accertamenti mirati. Gli esami tecnici, espletati da personale esperto di falso documentale della Polizia di Frontiera di Rimini, sulle carte d’identità rumene esibite dalle due donne hanno confermato i sospetti degli inquirenti: i documenti, apparentemente rilasciati dalle autorità della Romania – Paese membro dell’Unione Europea –, erano in realtà contraffatti in modo sofisticato.
Grazie alla falsa cittadinanza comunitaria, le due donne riuscivano ad aggirare le normative sull’immigrazione e sui flussi di lavoro per i cittadini extra-UE, ottenendo contratti di lavoro che altrimenti avrebbero richiesto visti e permessi di soggiorno regolari.
Per entrambe è scattato l’arresto in flagranza di reato con l’accusa di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi validi per l’espatrio. Al termine delle formalità di rito, le due cittadine moldave sono state messe a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il giudizio direttissimo svoltosi nella mattinata odierna, conclusosi con la convalida degli arresti e la condanna per entrambe a 10 mesi e 20 giorni di reclusione, pena sospesa.
Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali responsabilità e per chiarire se vi siano altri soggetti coinvolti nella vicenda.