Telefonate continue, appostamenti sotto casa, minacce rivolte anche ai familiari e, infine, il danneggiamento dell’auto. Un’escalation di comportamenti persecutori che, secondo le accuse, avrebbe costretto una 37enne di Riccione a lasciare la propria abitazione e a rifugiarsi dalla madre. Per queste condotte, un 47enne pugliese è stato rinviato a giudizio, saltando l’udienza preliminare, con l’accusa di atti persecutori aggravati nei confronti dell’ex compagna e di danneggiamento. Il provvedimento di giudizio immediato è stato firmato dal gip Raffaele Deflorio, a seguito della richiesta avanzata dal pm Luca Bertuzzi. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 21 ottobre davanti alla giudice Elisa Giallombardo. L’uomo è difeso dall’avvocato Giancarlo Tunno del foro di Bologna.
Secondo quanto emerso, la loro relazione sarebbe iniziata nel dicembre 2025. L’uomo era senza fissa dimora e con problemi di dipendenza da alcol e sostanze stupefacenti, così la donna aveva cercato di aiutarlo, trovandogli un alloggio, facendogli ottenere un medico di base e indirizzandolo ai servizi sanitari. Con il passare dei mesi, però, il rapporto si era deteriorato e il 47enne era diventato ossessivo e possessivo: controllava il cellulare della compagna, le imponeva come vestirsi, era geloso e sospettava inesistenti tradimenti. Per questo, a metà maggio scorso, la donna aveva deciso di interrompere la relazione. L’uomo, però, non aveva accettato la decisione.
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