Lunedì pomeriggio Valeria Bartolucci sarà interrogata in Questura come indagata per stalking nei confronti di Manuela Bianchi. E ha già annunciato che parlerà con gli inquirenti, come ha sempre fatto, da quando, suo malgrado è diventata un volto noto della cronaca per essere la moglie di Louis Dassilva, il senegalese di 34 anni in carcere dal 16 luglio per l’omicidio di Pierina Paganelli, trovata cadavere il 4 ottobre del 2023 in via del Ciclamino. Bartolucci è stata denunciata da Bianchi che attraverso il suo consulente, il criminalista Davide Barzan, ha presentato un esposto in Procura per atti persecutori. Il sospetto della querelante è che le frasi ingiuriose apparse sui muri del garage dopo la scoperta della relazione tra la nuora di Pierina, Manuela Bianchi appunto, e Dassilva, fossero opera della moglie di quest’ultimo, Valeria Bartolucci. Messaggi con auguri di punizioni celesti, oltre ad insulti tra i più classici del genere, sono apparsi a più riprese da quando la stessa Bianchi ha confessato agli inquirenti e poi in tv di essere legata sentimentalmente al marito della vicina di casa. Dassilva poi proprio a causa di questo legame sentimentale avrebbe - secondo le ipotesi della Procura - trovato la spinta per uccidere la suocera Pierina che stava per scoprire la relazione. Inoltre tra gli episodi che Bianchi ha denunciato in Procura quello recente in cui, mentre lei sta rilasciando l’ennesima intervista tv nel garage di via del Ciclamino, Valeria rincasando la vede e inizia ad insultarla per finire poi per tirarle i capelli. «Nel comportamento della mia assistita non vedo il dolo, la unicità del disegno criminoso, la volontà di perseguitare, bensì la reazione chiaramente umana davanti alle vicende subite. Umanamente è palese», ha detto l’avvocato Alberto Donini, difensore di Valeria Bartolucci. Intanto va verso l’archiviazione un’altra vicenda collaterale a quella dell’omicidio di Pierina Paganelli, l’indagine a proposito dell’incidente in bicicletta in cui era rimasto coinvolto qualche mese prima Giuliano Saponi, figlio della vittima e marito di Manuela Bianchi. A breve quindi, il sostituto procuratore Luca Bertuzzi potrebbe chiudere l’indagine relativa all’incidente salvo colpi di scena dell’ultimo momento. Ma allo stato attuale il furgoncino che la mattina del 7 maggio, pochi mesi prima dell’omicidio di Pierina, colpì alla testa con uno specchietto laterale Giuliano in bicicletta, lasciandolo agonizzante in un fosso, non è stato rintracciato.
Rimini, delitto di Pierina, Valeria in questura: “Nessuno stalking, solo reazione umana”