Rimini. Delitto di Pierina: ultimi testimoni del pm tra intercettazioni, biglietti, riti voodoo e il sonno profondo di Valeria

Rimini
  • 23 marzo 2026

La dodicesima udienza del processo per l’omicidio di Pierina Paganelli si è aperta con gli ultimi testimoni del pm, Daniele Paci, ovvero due poliziotti della Squadra Mobile di Rimini che si occuparono delle indagini. La prima ha riferito sull’incidente probatorio di Manuela Bianchi, al termine del quale «mi chiese carta e penna per scrivere un biglietto da lasciare al gip e poi depositato negli atti del processo».

La seconda agente della Squadra Mobile, invece, oltre a fare riferimento ai riti voodoo che il 35enne Louis Dassilva vrebbe commissionato contro il pm e alcuni investigatori, ha fatto riferimento alle diverse intercettazioni annotate. In una di queste Valeria Bartolucci, parlando al telefono con un’amica, disse testualmente di avere «un sonno così profondo che se mi danno fuoco al letto non me ne renderei conto». In un’altra, invece, l’infermiera riminese, parlando con il marito, gli chiese con voce assonnata dove fosse e perché non l’avesse avvertita che era uscito. Lo stesso Dassilva che, all’ex amante Manuela Bianchi, disse riferendosi alla moglie: «Lei dorme già, è per quello che sono uscito». In bilico anche la versione della donna secondo la quale il marito non fosse innamorato della Bianchi, “smentita” invece dai messaggi letti in aula dal pubblico ufficiale che il 35enne senegalese inviò all’ex amante: «Se tornassi indietro sceglierei altre cento volte te. Loro non ti vogliono, per loro sei solo una serva, mi fa così male».

A sostenere la tesi del pm di un legame profondo tra i due anche il fatto che l’uomo, come emerso dalle indagini, ebbe un rapporto sessuale con lei ad aprile 2024, quindi mesi dopo la morte di Pierina Paganelli, e le consegnò dei soldi visti i suoi problemi economici. L’agente, infine, è ritornata indietro al 16 luglio 2024, giorno in cui Dassilva venne arrestato e portato in carcere. «La Bartolucci lo abbracciò, gli chiese se fosse lui l’assassino di Pierina, ma lui rispose in modo evasivo. Lei allora gli disse: “Io so che non l’hai uccisa tu”».

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