Rimini, delitto di Pierina, si torna in aula: Valeria e il vicino di Pierina tra i testimoni VIDEO

Oggi si torna in Corte d’Assise, dopo la pausa natalizia, per la settima udienza del processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne pensionata uccisa a coltellate il 3 ottobre 2023 in via del Ciclamino. A poche ore dalla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati per il reato di false dichiarazioni fornite al pubblico ministero, toccherà proprio a Valeria Bartolucci comparire in aula per rispondere alle domande del pm Daniele Paci, degli avvocati delle parti civili e dei difensori dell’unico imputato, Louis Dassilva, riguardo a quanto accaduto quella sera e l’indomani mattina e ai suoi rapporti con Pierina e la sua famiglia.

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“Valeria è indagata ma è tranquilla e risponderà a tutte le domande” ha detto questa mattina ai cronisti l’avvocata Chiara Rinaldi prima di entrare in aula.

Anche Emanuele Neri

Oltre a Valeria, senza dubbio il nome più “caldo” di questa nuova tornata di testimoni, verranno poi sentite anche alcune persone residenti nella zona. Tra loro, il vicino della vittima, Emanuele Neri, divenuto “famoso” perché sarebbe il soggetto immortalato dalla telecamera della farmacia di via del Ciclamino in un orario compatibile con quello dell’ignoto ripreso pochi minuti dopo l’omicidio e inizialmente identificato dagli inquirenti in Louis Dassilva. A far però cadere questa ipotesi ci pensò l’incidente probatorio sulla cam3, che chiarì come non potesse trattarsi del 35enne senegalese per via dell’altezza. Insieme a Neri comparirà in aula anche sua moglie, oltre agli ufficiali di polizia giudiziaria che svolsero le indagini e ad alcuni consulenti tecnici della Procura, che effettuarono operazioni tecniche sui dispositivi elettronici di tutte le persone attenzionate in un primo momento, ma anche sull’ascensore del condominio. Saranno poi sentiti i periti della cam3, il medico che studiò i movimenti del braccio dell’ignoto che passò sotto la telecamera e un investigatore privato incaricato dai coniugi Dassilva e dai fratelli Bianchi nei giorni successivi all’omicidio e rimasto in carica soltanto per pochi giorni.

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