Trascorsi ormai più di tre mesi dall’assoluzione e dalla scarcerazione di Louis Dassilva per l’omicidio di Pierina Paganelli, ieri il pm Daniele Paci e gli investigatori della Squadra Mobile di Rimini sono tornati sul luogo del delitto, in via del Ciclamino, per svolgere nuovi sopralluoghi nel condominio al civico 31. Da quanto si è appreso, si sarebbero concentrati proprio nel garage sotterraneo dove, la sera del 3 ottobre 2023, la 78enne venne uccisa a coltellate da una mano al momento sconosciuta. Gli stessi avrebbero poi anche percorso il tragitto compiuto dal “famoso” ignoto ripreso dalla Cam3 della Farmacia San Martino, che l’incidente probatorio, dopo la perizia, non attribuì a Dassilva. Non per l’accusa, però, secondo la quale sarebbe stato proprio il senegalese a passare lì sotto dopo l’omicidio. Sugli accertamenti svolti ieri, però, bocche cucite. «Non sappiamo cosa hanno misurato o sperimentato. È un loro accertamento», ha fatto sapere l’avvocato Riario Fabbri, che difende Dassilva insieme ad Andrea Guidi. Questa “novità” non sembrerebbe però aprire lo scenario di una nuova indagine, ma si tratterebbe di accertamenti tecnici effettuati sul solco della precedente, che la Procura dovrà poi portare all’attenzione della Corte d’Appello di Bologna. Udienze per le quali ancora non è stata fissata una data, visto che le motivazioni della sentenza di primo grado saranno depositate entro il 7 dicembre, dopo la proroga di tre mesi chiesta e ottenuta dalla presidente della Corte d’Assise di Rimini, Fiorella Casadei. Ma la Procura, da tempo, ha già preannunciato di voler presentare appello contro l’assoluzione del 39enne senegalese.
Rimini, delitto di Pierina: pm e Squadra Mobile nei garage, nuovi accertamenti in vista dell’appello