Ormai non c’è più un attimo di pausa nel processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, in vista di una sentenza che ogni giorno che passa è sempre più vicina. Oggi si torna in aula per il “Dassilva ter”, la terza e ultima udienza nella quale il 38enne senegalese (essendo nato il 10 ottobre 1987 e non il 15 marzo 1990, come da lui confermato davanti alla Corte d’Assise) concluderà la sua deposizione nel procedimento del quale è l’unico imputato.
Rimini, delitto di Pierina, la criminologa Bruzzone al processo: “Sulla scena del delitto non c’è traccia di Dassilva” VIDEO
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Dopo di lui, oggi a salire sul banco dei testimoni dovrebbero essere in quattro: la più attesa è senza dubbio la criminologa Roberta Bruzzone, volto noto della tv e già andata allo scontro nel recente passato con i legali della famiglia di Pierina Paganelli. A lei il compito di spiegare i motivi per i quali da tempo sostiene fermamente l’estraneità di Dassilva nell’omicidio, con particolare riguardo alla cam3, all’assenza del suo Dna sul corpo della vittima e all’attendibilità di alcune testimonianze come quella di Manuela Bianchi.
«Oggi - ha detto Bruzzone all’entrata - affronteremo diversi temi e porteremo all’attenzione della Corte le nostre ricostruzioni per fornire un quadro solido, chiaro e alternativo rispetto a quello della Procura. Sulla scena del delitto però non c’è traccia di Louis Dassilva, anche se nella gestione di essa si sono verificate macroscopiche anomalie e sono state messe in atto condotte non adeguate con errori significativi. Come ad esempio la dispersione del capello nero rinvenuto in bocca di Pierina Paganelli».
Insieme a lei compariranno, essendo già stati citati per la scorsa udienza, Giovanni Langella, il perito tecnico che illustrerà tutte le tempistiche della sera del 3 ottobre, l’ingegnere Giuseppe Monfreda, per la ricostruzione di ciò che avvenne invece la mattina del 4 ottobre e, infine, l’informatico Luigi Nicotera, colui che ha analizzato i telefoni delle persone coinvolte, in particolare di Valeria Bartolucci e Giorgia Saponi.
Sentenza a inizio giugno?
Il processo è già entrato nella sua fase conclusiva, con la sentenza a questo punto attesa tra fine maggio (quando sono già state calendarizzate tre udienze in un mese) e inizio giugno. Il 27 aprile, intanto, salvo sorprese, dovrebbe concludersi la fase istruttoria, entro la quale dovranno tornare davanti alla Corte quei testimoni che le parti intendono risentire (come ad esempio Romina Sebastiani che, dopo aver messo in dubbio la credibilità dell’amica Manuela Bianchi, è stata indagata per falsa testimonianza). Entro quella data poi verrà anche sciolta la riserva sull’atteso confronto, tanto auspicato da Dassilva e dai suoi legali, tra il 38enne senegalese e l’ormai ex amante. La stessa che, dopo aver ritrattato la sua versione, da mesi lo accusa di averlo trovato la mattina dell’omicidio nel garage di via del Ciclamino, versione su cui poggia le basi il sistema accusatorio della Procura, insieme però ai riscontri oggettivi, come sostenuto sempre a gran voce dagli avvocati dei familiari della vittima, Marco e Monica Lunedei e Alfredo Andrea Scifo.