“All’ultima udienza dibattimentale, tenutasi il 9 marzo davanti alla Corte d’Assise di Rimini, la difesa di Louis Dassilva ha riprodotto in aula il video delle attività effettuate da personale di Polizia in data 3 novembre 2023 e versato in atti, presso l’abitazione dei coniugi Dassilva, allorché sono stati sequestrati indumenti di quest’ultimo, ed in particolare un paio di scarpe: si è potuto, quindi osservare come, quanto sin qui riferito relativamente alla condotta della signora Valeria Bartolucci nella citata circostanza, non risponda al vero”.
Lo scrivono gli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini, che assistono Valeria Bartolucci, moglie di Louis Dassilva, imputato a Rimini per l’omicidio di Pierina Paganelli.
“In particolare - dicono - si è più volte sostenuto pubblicamente (in articoli di giornale e in trasmissioni televisive) che, la stessa, avrebbe tenuto una condotta ostruzionistica, addirittura opponendosi ‘alla repertazione di un paio di scarpe modello Timberland’ che appartenevano al proprio marito, mentre, in realtà, dalla visione delle immagini riprodotte si evince esattamente il contrario. La signora Bartolucci ha mostrato, anche in quell’occasione la massima disponibilità lasciando che gli operatori controllassero tutto ciò che ritenevano necessario e, scegliendo cosa sequestrare senza che succedesse alcunché. Tra l’altro, quando i poliziotti hanno offerto la possibilità che i coniugi si facessero assistere da un legale di fiducia, gli stessi rifiutavano, asserendo di non aver nulla da nascondere”.
Tra l’altro, “a seguito di contestazione effettuata dall’avvocato Guidi (il difensore di Dassilva, ndr) al vice sovrintendente Palumbo, si è appreso, inoltre che l’annotazione di servizio che dava conto dell’occorso del 03 novembre 2023, veniva redatta il 16 settembre 2024, oltre dieci mesi dopo l’effettivo svolgimento dei fatti”.