«Dassilva non è l’assassino di Pierina Paganelli e chiediamo l’assoluzione per mancanza di indizi gravi, precisi o concordanti». Così l’avvocato Riario Fabbri nelle conclusioni al termine della discussione. «In subordine, l’assoluzione in quanto le piste alternative aprono ragionevoli dubbi. E se colpevole, chiediamo la decadenza di tre aggravanti ostative (crudeltà, minorata difesa e premeditazione), il riconoscimento delle attenuanti generiche, la riduzione per il rito abbreviato non ottenuto e l’applicazione del minimo della pena.». Ora bisognerà attendere il prossimo 9 giugno, giorno fissato per le repliche e la sentenza.
«Per il pm dietro all’omicidio ci sarebbe stato l’attivismo di Pierina nel trovare l’amante della nuora - aveva detto in udienza l’avvocato Andrea Guidi, definendo una “miccia bagnata” quello che per l’accusa era il detonatore -. Dal punto di vista di Dassilva, però, non c’erano segni in tal senso, nemmeno che stesse ingaggiando un investigatore privato».