Rimini, dai circuiti mondiali alle aule del Tribunale: pilota-imprenditore nei guai per la patente

Dai più importanti circuiti automobilistici alle aule del Palazzo di Giustizia di Rimini. È la vicenda che vede coinvolto il 55enne Shota Abkhazava, pilota, progettista e imprenditore di origini georgiane ma nato a Mosca, noto nel mondo del Motorsport e protagonista per anni del Lamborghini Super Trofeo. Fondatore di una scuderia, proprietario di alcuni circuiti e autore, secondo il suo profilo sportivo, di oltre 50 vittorie e numerosi podi nelle diverse categorie, Abkhazava è ora imputato in un procedimento legato non alla pista, ma ad un presunto permesso internazionale di guida stradale contraffatto.

L’episodio

I fatti risalgono al 5 novembre 2025. Nel tardo pomeriggio, nei pressi del Misano World Circuit Marco Simoncelli, dove in quei giorni si sarebbero svolte le Lamborghini Super Trofeo World Finals, il 55enne sarebbe stato fermato dalla Polizia locale mentre era alla guida di un’auto di grossa cilindrata. Abkhazava, che da quanto emerso alloggiava in un albergo a Riccione, avrebbe inizialmente mostrato agli agenti una patente digitale, dichiarando poi di avere nel proprio ufficio anche una patente originale kazaka (avrebbe preso la cittadinanza nel 2021), accompagnata dalla relativa traduzione internazionale.

È proprio su quest’ultimo documento che si concentra il procedimento. Secondo l’accusa, la patente e la documentazione internazionale presentate sarebbero riconducibili a un documento privo di validità, contestazione formulata nell’ambito dei reati previsti dal Codice penale, relativi alla falsità materiale commessa dal privato e uso di un atto falso.

La difesa: «Era in buona fede»

La versione della difesa è però diversa. «Il mio assistito sostiene di avere agito in buona fede» ha commentato fuori dall’aula l’avvocato del 55enne, Attilio Soriano del foro di Roma. La patente, secondo la ricostruzione difensiva, sarebbe stata richiesta dall’uomo, tramite il proprio staff, a un’associazione denominata Ida (International Drivers Association), ritenuta legittimata al rilascio della documentazione internazionale.

Procedimento al “traguardo”

Nel corso dell’udienza celebrata ieri davanti alla giudice Elena Crepaldi «abbiamo depositato la documentazione ritenuta utile a dimostrare la regolarità della procedura seguita per il rilascio della patente e della relativa traduzione» ha aggiunto il legale.

La vicenda giudiziaria, ormai alle battute conclusive, dovrà ora stabilire se la documentazione fosse effettivamente valida e, soprattutto, quale fosse la consapevolezza dell’imputato rispetto alla sua eventuale irregolarità. Il processo è stato così rinviato all’inizio di novembre per la chiusura dell’istruttoria e la discussione.

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