Un numero di telefono che squilla e una comunità che ha deciso di diventare gli occhi e le orecchie di chi non può difendersi. Il bilancio 2025 delle Guardie Zoofile di Fare Ambiente Rimini parte da un dato che rende l’idea del lavoro svolto: sono arrivate oltre 500 chiamate. Non solo segnalazioni, ma una vera richiesta di giustizia che ha portato gli agenti a compiere 120 interventi sul campo scaturiti in 12 sanzioni amministrative e 3 denunce penali.
Rimini, dai cani legati in balcone sotto il sole al bracconaggio. Le guardie zoofile: “Più di 500 segnalazioni nel 2025”
Un centralino sempre attivo: cosa spinge così tanti cittadini a comporre il vostro numero?
«È diventato un vero centralino della legalità. Riceviamo tantissime foto e segnalazioni su whatsapp: prove di presunti abusi e questo ci permette di agire con precisione chirurgica, portando l’azione di vigilanza laddove la sofferenza è reale. Molti chiamano anche per chiederci come trattare correttamente gli animali o segnalare casi di abbandono e fauna in difficoltà, come le tartarughe».
Il vostro report parla di azioni penali. Spieghiamo bene la differenza per chi pensa che basti pagare una multa.
«C’è una differenza abissale. La sanzione amministrativa punisce la negligenza, come un microchip non registrato. L’azione penale invece scatta per i delitti contro gli animali. Noi denunciamo i responsabili alla Procura della Repubblica: qui non si va incontro ad una sola sanzione economica, ma a un processo penale, il rischio della reclusione e una macchia indelebile sulla fedina penale».
Quali sono stati i casi più clamorosi che avete dovuto denunciare?
«L’episodio più drammatico è stato quello di un cane lasciato legato sul balcone, in piena estate, sotto il sole senza acqua né riparo. Qui il reato di maltrattamento è palese. Sul fronte della fauna selvatica, abbiamo denunciato un bracconiere che usava reti illegali nel Marecchia e un cacciatore che ha abbattuto due tortore dal collare, una specie protetta, in un periodo non consentito».
Cosa succederà nel 2026? Quali sono i vostri obiettivi per l’anno in corso?
«Il 2026 sarà l’anno del potenziamento. Abbiamo pianificato un aumento dei controlli grazie all’ingresso in organico di 4 nuove Guardie, che ci permetteranno una presenza ancora più capillare. Il focus sarà il monitoraggio delle aree rurali più isolate, dove è più difficile scovare illeciti legati alla fauna selvatica, e un contrasto senza sconti all’abbandono estivo e alla detenzione incompatibile. Vogliamo che il rispetto per ogni forma di vita diventi un valore condiviso da tutta la comunità riminese».