Rimini, da maltrattamenti ad abuso di correzione: maestra di sostegno condannata a tre mesi

Rimini

Svolta giudiziaria nel processo a carico della maestra di sostegno di 49 anni, originaria del Casertano, finita a giudizio con la pesante accusa di maltrattamenti aggravati ai danni degli alunni disabili di una scuola elementare. Il Tribunale collegiale presieduto da Adriana Cosenza ha deciso di riqualificare il reato principale in abuso dei mezzi di correzione, condannando l’insegnante - difesa dall’avvocato Leanne Arceci del foro di Rimini - alla pena di tre mesi di reclusione e al risarcimento del danno, quantificato in 5mila euro, a favore dei genitori di uno dei bambini costituitisi parte civile. Una decisione che ridimensiona drasticamente la richiesta del pm Davide Ercolani, il quale al termine della requisitoria aveva invocato una condanna a 5 anni di carcere in ragione della gravità e dell’abitualità delle condotte. La sentenza arriva dopo gli esiti della perizia psichiatrica affidata al dottor Renato Ariatti, che ha accertato la piena capacità di intendere e di volere della donna. Sullo sfondo resta ora da valutare, in sede civile, l’eventuale responsabilità della scuola statale per omissione nei controlli e nella scelta dell’insegnante.

Le accuse in classe

La vicenda trae origine dai fatti contestati nel periodo compreso tra settembre e novembre del 2022. La docente, trasferitasi da Milano all’inizio dell’anno scolastico per assumere l’incarico nell’istituto riminese, era stata assegnata a quattro classi. Secondo la ricostruzione della Procura, la donna avrebbe rivolto agli alunni rimproveri e frasi come «Non mi guardate, tanto io non vi considero». Tra gli episodi contestati figuravano un’aggressione verbale a un bambino di 6 anni che si toccava un dente dondolante e il mancato supporto a una scolara disabile alla lavagna, poiché ritenuta semplicemente «pigra e svogliata». L’accusa segnalava inoltre toni provocatori verso le colleghe e condotte prevaricatrici, come il colorare i disegni al posto degli alunni o il trascinarli per mano in bagno nonostante fossero autonomi. Nel mirino erano finiti soprattutto due alunni con disabilità: uno affetto da autismo, umiliato fino alle lacrime, e un altro con ritardo dell’apprendimento, sollecitato a tagliare una scheda con la mano destra nonostante fosse noto che il piccolo fosse mancino.

Le indagini

L’inchiesta dei carabinieri era scattata dopo l’esposto inviato dalla famiglia di uno dei due bambini, assistita dall’avvocato Andrea Mandolesi, alla dirigente scolastica, che lo aveva poi inoltrato in Procura. A inizio dicembre 2022 era poi scattata la sanzione disciplinare, mentre la maestra si trovava già in malattia, dalla quale non è più rientrata nell’aula scolastica.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui