Gli ospedali di Rimini-Santarcangelo- Novafeltria hanno ricevuto nove dispositivi medici, per un valore totale di 198.000 euro in dono dalla Banca Malatestiana. Si tratta di un sistema di manometria anorettale portatile, un sistema criogenico per biopsie polmonari, un ventilatore polmonare neonatale, un sistema criogenico per biopsie polmonari, un densitometro osseo, un sistema di gambali pediatrici di varie dimensioni per il posizionamento operatorio di pazienti pediatrici e neonatali, una poltrona a movimentazione elettrica, una lampada scialitica per sala operatoria, un ecografo ginecologico di alta fascia con tecnologia 4D.
Alla cerimonia di ringraziamento, il sindaco Jamil Sadegholvaad ha detto che “ormai è diventata una piacevole consuetudine ritrovarci per presentare nuove donazioni e ringraziare a nome della comunità riminese chi in modo generoso le fa. E’ evidente che questo senso di comunità è fondamentale per tenere in piedi il nostro territorio anche nella parte sanitaria. E parlo anche da presidente della Provincia in quanto le tecnologie biomediche che illustriamo oggi vanno ad arricchire anche le strutture di Santarcangelo e Novafeltria”. La direttrice del presidio ospedaliero Francesca Raggi, ha sottolineato come le nove tecnologie siano “assai importanti”, che la donazione interessa vari reparti del presidio e “tocca punti cruciali dei processi di cura, partendo dalla diagnosi, sempre più di precisione grazie a tali strumenti, e passando dalla presa in carico dei pazienti più fragili, come la categoria dei neonati, e dal miglioramento della sicurezza e della qualità dei percorsi chirurgici”. Dunque “attrezzature che sono un prezioso supporto per le alte competenze dei nostri professionisti”. Tiziano Carradori, direttore generale Ausl Romagna è si associato al ringraziamento alla Banca Malatestiana “per la particolare attenzione alla sanità pubblica, la rilevanza dell’impegno economico e soprattutto la visione diffusa”. Di certo “siamo abituati a guardare a salute e sanità sempre sotto l’ottica della professione o con quella econometrica, riferita però alla spesa che si sostiene per concorrere alla salute, ma quasi nessuno a livello internazionale ha approfondito il valore in termini di prosperità, di sviluppo e di valore economico derivante da una comunità nella migliore condizione di salute possibile, questo ad esempio in termini di produttività, di riduzione dei costi di caregiving o dei mancati introiti fiscali per mancati ricavi, un aspetto di particolare rilevanza”. E’ di oggi, ha concluso, “la notizia che l’Emilia-Romagna è la Regione con il maggior import sanitario pro-capite, e in questo indicatore a parte il Rizzoli di Bologna la Romagna è il territorio con i dati più alti. Anche per questo ritengo una visione lungimirante quella dei contesti economici che pongono attenzione al segmento della sanità oltre che motivo d’orgoglio per coloro che sono oggetto di tale attenzione”.