Rimini, crisi Omcl, i sindacati: “Avviare con un urgenza un confronto serio con Trenitalia” GALLERY

Rimini
  • 05 febbraio 2026

“Al mancato rispetto di accordi e impegni da parte di Trenitalia, il personale della Officina Manutenzione Ciclica Locomotive (ex OGR) di Rimini ha risposto in modo compatto, scioperando e manifestando numerosi in corteo, dall’Officina fino alla Prefettura di Rimini”. così i sindacati Filt Cgil - Fit Cisl – Uiltrasporti – Orsa dell’Emilia-Romagna in una nota.

Nel corso del presidio in viale Tripoli, si sono susseguiti interventi e testimonianze da parte delle organizzazioni sindacali. “Molto apprezzato - sottolineano i sindacati . il sostegno da parte delle istituzioni del territorio, con gli interventi - tra i tanti - del sIndaco di Rimini Sadegholvaad – che ha ribadito la vocazione industriale dell’area in cui sorge l’officina che non deve essere cambiata - e dell’Assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna Paglia.

Significativa la solidarietà di lavoratrici e lavoratori di altri settori e territori, con la presenza, tra gli altri - di una delegazione della RSU dell’OMC (ex OGR) di Bologna e delle Officine Osmannoro di Firenze di Trenitalia e delegazioni di partiti di maggioranza e opposizione”.

Il corteo si è concluso davanti all’Ufficio Territoriale del Governo di Rimini, dove una delegazione sindacale è stata ricevuta dalla Prefetto. Qui i sindacati hanno denunciato “l’ingiustificabile condotta aziendale e il progetto che esclude di fatto Rimini dal reticolo manutentivo di Trenitalia, aprendo un serio problema industriale, occupazionale e sociale per il territorio riminese e per l’intera Emilia-Romagna”.

“Le Segreterie Regionali - termina la nota - chiedono con urgenza l’istituzione di un tavolo dedicato in sede istituzionale, in continuità con quello precedente avviato in Regione, per un confronto serio con Trenitalia e Trenitalia Tper sul sistema e reticolo manutentivo dei treni in Emilia- Romagna. L’obiettivo: tutelare il lavoro, l’occupazione e la tenuta produttiva degli stabilimenti di Rimini e Bologna (che occupano anche lavoratrici e lavoratori degli appalti ferroviari).

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