Un tavolo di confronto “urgente” con Trenitalia e i ministeri delle Infrastrutture e delle Imprese per salvaguardare l’operatività dell’Officina manutenzione ciclica locomotive, Omcl, di Rimini e il futuro lavorativo di 170 persone. Il Partito democratico, con una interrogazione del parlamentare riminese Andrea Gnassi, si muove anche a Roma per la sorte dell’Omcl riminese. E, in vista dello sciopero di otto ore indetto per domani giovedì 5 febbraio del personale di Trenitalia Dt Omcl Rimini, chiede la convocazione “con la massima urgenza” di un tavolo di confronto alla presenza del direttore tecnico di Trenitalia, Domenico Scida, e “il rispetto degli accordi fin qui sottoscritti”. Trenitalia, prosegue Gnassi, ha “depotenziato progressivamente” l’Officina “senza mai mettere sul tavolo prospettive di rilancio o sviluppo”. E oggi l’Omcl di Rimini è “più che mai a rischio di ulteriore ridimensionamento”.
Nel luglio 2019, ricorda il dem, viene sottoscritto tra Trenitalia e sindacati un accordo con una serie di investimenti infrastrutturali per la riconversione dello stabilimento, “in un quadro più ampio di intese territoriali con cui si mira a garantire l’evoluzione industriale degli stabilimenti di Bologna e Rimini, il mantenimento dei livelli occupazionali e il rispetto del turnover”. Il 7 maggio 2022, “dopo importanti e partecipate mobilitazioni dei lavoratori”, viene firmato un verbale che va nella stessa direzione e il 26 maggio 2023, in Regione, Trenitalia presenta pure un progetto di sviluppo preciso. “Dove sono finiti questi accordi?”, si chiede allora Gnassi: per i sindacati “tutti i punti sottoscritti sono stati disattesi e si registra un progressivo ridimensionamento dei lavoratori”. Per questo il 6 ottobre scorso hanno formalmente richiesto alla Regione l’istituzione di un tavolo di confronto. Il Pd ora alza la posta e chiede un tavolo di confronto urgente con i ministeri delle Infrastrutture e delle Imprese “per salvaguardare il futuro di lavoratori e dell’Officina”, conclude Gnassi.
Giovedì indetto lo sciopero, oggi l’incontro in Comune
“La situazione di incertezza che pesa sull’ex OGR di Rimini amareggia tutti. Negli anni più volte Trenitalia aveva preso impegni oltre che nei confronti dei lavoratori anche con le istituzioni locali, comunali e regionali, oggi disattesi. Il timore è quello di essere al cospetto di una politica industriale orientata a lasciare che la ‘candela’ si spegni lentamente. Se così fosse, non possiamo accettarlo. Siamo al fianco dei lavoratori perché si faccia presto chiarezza sulle reali intenzioni di Ferrovie sul futuro di uno stabilimento storico, che rappresenta un importante presidio industriale per il territorio”.
Così il sindaco Jamil Sadegholvaad ha sottolineato la vicinanza dell’Amministrazione Comunale ai lavoratori dell’Officina Manutenzione Ciclica Locomotive di Rimini nel corso dell’incontro tenuto questa mattina in Residenza Comunale con i delegati delle sigle sindacali del settore e delle Rsu. Al centro del confronto, che ha visto la partecipazione anche dell’assessora regionale Roberta Frisoni, la preoccupazione dei rappresentanti dei lavoratori per la possibilità che si vada verso la chiusura dello storico stabilimento industriale di via Tripoli e che ha spinto a convocare per domani una giornata di sciopero.
“Comune e Regione saranno presenti domani – ha sottolineato il sindaco – così come siamo stati presenti in questi anni, nella consapevolezza dell’importanza della salvaguardia del patrimonio occupazionale e produttivo che l’Officina Manutenzione Ciclica Locomotive rappresenta. Ricordo quando proprio insieme all’assessora Frisoni andammo a Roma per affrontare il tema con l’allora amministratore delegato di Trenitalia, ricevendo riscontri incoraggianti e rassicurazioni rispetto ad investimenti e prospettive per il sito riminese. Promesse e impegni che al momento restano parole, mettendo così in difficoltà l’attuale forza lavoro e precludendo le prospettive occupazionali per le future generazioni”.
Nel corso dell’incontro le sigle sindacali - Filt-Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Orsa Ferrovie – hanno riepilogato le tappe che hanno condotto alla situazione attuale, evidenziando come il sito riminese non compaia nei programmi di investimenti dell’azienda e manifestando il timore che si possa andare verso una graduale chiusura dell’impianto. Questo pur a fronte degli impegni presi sui tavoli istituzionali, che prospettavano la continuità produttiva, la valorizzazione del know how dello stabilimento e il mantenimento dei livelli occupazionali.
Ribadendo “l’appoggio totale” ai lavoratori, l’assessora Frisoni ha sottolineato come “al tavolo con Trenitalia, al quale ai tempi avevo partecipato come assessora del Comune, avevamo gettato il cuore oltre l’ostacolo, proponendo anche uno sviluppo innovativo del sito affinché si potessero sviluppare servizi e attività specializzate seguendo la vocazione turistica del territorio. Oggi ci troviamo al punto di partenza. È evidente quindi che si tratti di una interlocuzione complessa ma come ha già spiegato il collega Paglia, è intenzione della Regione continuare nel confronto per chiedere all’azienda quale sia il piano per Rimini”.