Nella riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, convocata ieri in Prefettura, non si poteva non parlare dell’annunciata sospensione del presidio della Polfer in stazione durante le ore notturne, così come denunciato pochi giorni fa dal Siulp, il sindacato autonomo di polizia. Tra i presenti, il sindaco Jamil Sadegholvaad e l’assessore alla Polizia Locale Juri Magrini.
«Dall’incontro è emerso un quadro più definito rispetto a quanto prospettato in un primo momento - ha commentato Magrini -. È stata confermata la sospensione del servizio, ma è stato garantito che sarà temporanea, per tre mesi, per poi essere ripristinato per la stagione estiva. Anche la fascia oraria interessata risulta più contenuta: non dalle 19 alle 7, ma da mezzanotte alle 5, con le ore serali che saranno coperte da personale Polfer attraverso il ricorso allo straordinario».
Per l’assessore «è evidente che non si tratta della soluzione ideale. Tuttavia, il fatto che la sospensione sia circoscritta nel tempo e in una fascia oraria meno frequentata contribuisce a ridurre, almeno in parte, le preoccupazioni. Preoccupazione che invece resta, e forte, per l’ormai cronico sottodimensionamento degli organici delle forze di polizia, che si riverbera sulla tutela dei cittadini. Non stupirà quindi se già adesso chiediamo per tempo di avere garanzie sulla dotazione di rinforzi per la stagione estiva ormai imminente, affinché il presidio in stazione torni pienamente a regime e adeguato alle esigenze della città».
L’indignazione del Siulp di Bologna
Se a Rimini si può tirare un (leggero) sospiro di sollievo, a Bologna l’umore è nero. «Mentre ancora attendiamo risposte sulla sottrazione di ufficiali e agenti dai binari per destinarli a compiti burocratici, giunge l’ennesima notizia che conferma lo stato di totale confusione operativa in cui versa la dirigenza del Compartimento Polfer per l’Emilia-Romagna - denuncia il sindacato di Polizia Siulp di Bologna -. Sembrerebbe infatti che, a partire dal 13 aprile, ben cinque operatori della Polfer di Bologna verranno aggregati alla Sezione di Rimini per sopperire alle carenze organiche del posto». Per il sindacato «non c’è limite al peggio. Una decisione che non solo aggrava la già cronica carenza di organico della stazione felsinea, ma nasce da una scelta gestionale a dir poco discutibile, ovvero coprire i buchi creati dalla scelta dirigenziale di ridurre il presidio di Rimini, che sta producendo effetti a cascata disastrosi, gestiti con provvedimenti d’urgenza che scontentano tutti e non risolvono nulla. Un gioco delle tre carte sulla pelle della sicurezza dei cittadini e della dignità professionale degli agenti».
Sap di Rimini: «Misura concreta»
«Un risultato di assoluto rilievo - ha spiegato il Sap di Rimini -, reso possibile grazie all’intervento tempestivo e determinante del Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Nicola Molteni, il cui interessamento ha consentito di affrontare con rapidità una situazione che rischiava di compromettere in maniera cronica la sicurezza non solo dell’utenza ma dell’intera area della stazione e ferroviaria locale. Grazie a ciò, e al costante lavoro di interlocuzione portato avanti dalla Segreteria generale del Sap, abbiamo appreso della disponibilità ad aggregare personale da altre sedi alla Sezione Polfer di Rimini, consentendo così il ripristino della sorveglianza nelle fasce serali e notturne, in attesa di soluzioni strutturali e definitive. Si tratta di una misura concreta, che risponde in modo diretto alle esigenze operative evidenziate dagli operatori e dal territorio».
Croatti (M5S) attacca il Governo
Sull’argomento è intervenuto anche il senatore del M5S, Marco Croatti. «Leggendo sui quotidiani locali le dichiarazioni delle deputate Tassinari di Forza Italia e Colombo di Fratelli d’Italia abbiamo pensato a un pesce d’aprile - ha ammesso -. La prima comunica di aver interrogato il Ministro dell’Interno, affermando sostanzialmente che il suo Governo è incapace di garantire adeguata sicurezza e chiede chiarimenti sulla sospensione del servizio Polfer in stazione nelle ore notturne. La seconda conferma e ammette che la situazione è difficile, ma attribuisce la colpa a “quelli che c’erano prima”, dimenticandosi che il governo Meloni è in carica da oltre quattro anni e non è all’opposizione. Per quel che ci riguarda, concordiamo che questo Esecutivo sulla sicurezza, cavallo di battaglia elettorale, si è rivelato inadatto e incompetente. I problemi di sicurezza sono sempre più evidenti e le forze di polizia sempre più preoccupate per la mancanza di investimenti adeguati. Attendiamo le risposte all’interrogazione e sottoscriviamo la richiesta di chiarimenti al fine di rassicurare i cittadini riminesi, i sindacati di polizia e il personale viaggiante ferroviario».