Rimini, Confesercenti: «Col caldo più costi e meno clienti nei centri storici, serve una progettazione per rendere le città più vivibili»

Rimini
  • 19 luglio 2026

RIMINI. «Non è solo un’emergenza sanitaria: il caldo estremo sta diventando un fattore che incide sempre più pesantemente anche sull’economia locale». A lanciare l’allarme è Confesercenti della provincia di Rimini, che richiama i dati dell’Ufficio economico nazionale dell’associazione: «Convivere ogni anno con periodi prolungati di temperature elevate può costare all’Italia tra i 6 e i 12 miliardi di euro, tra maggiori costi energetici, calo della produttività, investimenti obbligati e perdita di fatturato. Una situazione che interessa da vicino anche la provincia di Rimini, dove commercio, pubblici esercizi e turismo sono tra i comparti maggiormente esposti agli effetti delle ondate di calore. Le alte temperature modificano infatti le abitudini di cittadini e turisti: nelle ore centrali della giornata si riduce la frequentazione delle vie dello shopping e dei mercati, mentre i consumi si concentrano negli spazi climatizzati. Anche per bar e ristoranti il caldo può trasformarsi in un paradosso, scoraggiando l’utilizzo dei dehors proprio durante la stagione estiva. A questo si aggiungono i costi sempre più elevati sostenuti dalle imprese per il raffrescamento dei locali e gli investimenti necessari per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, un impegno particolarmente gravoso per le piccole attività».

«Il cambiamento climatico non è più soltanto una questione ambientale, ma un tema economico che riguarda direttamente le imprese del nostro territorio – dichiara Fabrizio Vagnini, presidente provinciale di Confesercenti Rimini –. In una realtà come la nostra, che vive di turismo, commercio e pubblici esercizi, le ondate di calore influenzano i flussi delle persone, modificano i comportamenti d’acquisto e aumentano sensibilmente i costi di gestione delle attività. Pensiamo ai negozi dei centri storici, ai mercati, ai pubblici esercizi e a tutte le imprese che lavorano all’aperto o fanno affidamento sugli spazi esterni».

«Le singole imprese stanno già facendo la loro parte – prosegue – investendo in climatizzazione, efficientamento energetico e maggiore sostenibilità. Ma da sole non possono affrontare una trasformazione di questa portata. Servono politiche pubbliche che accompagnino gli investimenti delle micro e piccole imprese e una progettazione urbana capace di rendere le nostre città più vivibili anche durante le estati sempre più calde, attraverso più verde, ombreggiature, interventi di rigenerazione e misure che favoriscano la permanenza delle persone negli spazi pubblici».

«Per Confesercenti», conclude la nota, «il caldo estremo è ormai una variabile strutturale con cui il sistema economico dovrà confrontarsi. Per questo diventa necessario affiancare agli interventi di emergenza una strategia di lungo periodo che renda più resilienti imprese, città e destinazioni turistiche, salvaguardando la competitività del territorio».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui