All’Infermi di Rimini, quest’anno, è stata attivata per la prima volta la ‘Scuola in ospedale’ e ieri, con l’orale K. (iniziale di fantasia) ha concluso l’esame di maturità. Il tutto a pochissime settimane da una diagnosi oncologica. Supportato da personale e docenti del Belluzzi-da Vinci e dai membri della commissione, alcuni dei quali in presenza K. è riuscito a superare tutte e tre le prove.
Oltre a lui, c’è A. che ha invece sostenuto il primo esame di terza media del reparto, (peraltro con 10 e lode) facendo la prove scritte in ospedale, affiancato da insegnante e professoressa. Infine F. che, a meno di 60 giorni da un trapianto è riuscito ad andare a scuola per sostenere l’esame di maturità insieme ai compagni.
“Sono profondamente orgogliosa di questo traguardo. La Scuola in ospedale rappresenta un modo concreto di prenderci cura dei ragazzi nella loro interezza, sostenendo la salute insieme ai loro progetti di vita - commenta Francesca Raggi, direttrice del presidio ospedaliero - l’esame di maturità è un passaggio che ciascuno di noi ricorda per sempre: poter offrire ai nostri adolescenti la possibilità di viverlo, anche durante una malattia così impegnativa, significa restituire normalità, speranza e futuro”.
Mentre K. sosteneva le prove e in particolare mentre faceva l’orale, “c’era un’intera equipe che tratteneva il respiro e sosteneva l’esame con lui - sottolinea Samanta Nucci, psicologa dell’Oncoematologia pediatrica - vedere i ragazzi tagliare traguardi così significativi ha una ricaduta immensa anche su tutti noi operatori”.
Spesso, aggiunge, “il nostro lavoro ci mette a confronto con il dolore, la fragilità e l’incertezza, ma assistere alla determinazione di A., K. e F., vedere la vita e il futuro che vanno oltre la paura, ricarica le nostre energie professionali e umane. Tutto ciò rafforza la convinzione che la Scuola in ospedale è il luogo all’interno della struttura ospedaliera dove il sapere può far stare meglio”.
Il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Giuseppe Foti, ringrazia l’Ic XX Settembre, titolare della sezione ospedaliera, i componenti delle commissioni di esame, le scuole coinvolte e il personale dell’Ufficio Scolastico, “per essersi prodigati con impegno e sensibilità lungo l’intero anno scolastico”. La sezione interna all’Infermi, formalmente istituita per la primaria, “ha garantito la continuità didattica anche per gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole secondarie di primo e secondo grado, affiancandoli durante la malattia senza mai perdere di vista il loro percorso scolastico”.
Le sezioni ospedaliere e l’istruzione domiciliare sono “strumenti preziosi e complementari: consentono alla scuola di raggiungere l’alunno ovunque si trovi, trasformando la continuità didattica da principio astratto a pratica concreta”. Il superamento degli esami all’ospedale è “la ricaduta concreta di quell’azione: un beneficio reale per i ragazzi e le loro famiglie, e più in generale un contributo misurabile al valore pubblico generato dall’istituzione scolastica nella comunità. Un risultato reso possibile dalla determinazione di tutti i soggetti coinvolti, che hanno sempre saputo tenere a mente il senso profondo di ciò che stavano costruendo, al di là dei singoli adempimenti”, conclude.