Rimini, colpito dalla porta mentre esce dalla chiesa: anziano risarcito

Rimini

Aveva 85 anni quando, al termine del matrimonio del nipote, un’anta della porta della chiesa lo colpì alla spalla destra mentre stava uscendo. L’episodio è accaduto il 27 agosto 2022, intorno alle 17.30, in una chiesa di Misano Monte. Quattro anni e diverse udienza dopo, il Tribunale di Rimini, con una sentenza firmata dal giudice Antonio Miele, ha riconosciuto all’anziano un risarcimento danni di 5.200 euro. La parrocchia dovrà inoltre pagare 5mila euro di spese legali.

La dinamica

Secondo quanto ricostruito nel processo, l’anziano si stava dirigendo verso l’uscita quando il portone venne chiuso, colpendolo alla spalla. La controparte ha sostenuto che l’anta fosse già in movimento e che l’85enne fosse arrivato improvvisamente alle spalle del parroco e del diacono. Una versione non accolta dal Tribunale. Decisive le testimonianze dei presenti, che hanno riferito di aver visto l’uomo uscire normalmente dalla chiesa e venire colpito dall’anta. Anche l’addetto alla chiusura ha dichiarato di non aver visto nessuno arrivare correndo alle proprie spalle e di aver sentito l’urlo dopo aver completato la manovra. Per il giudice, chi stava chiudendo il portone avrebbe dovuto verificare che nessuno si trovasse ancora nell’area di passaggio. Esclusa anche l’ipotesi che l’uomo fosse distratto perché impegnato con una macchina fotografica. Il filmato acquisito agli atti mostra infatti che, almeno dall’ottavo secondo, aveva le mani libere. Il Tribunale non ha quindi ravvisato alcun comportamento imprudente dell’anziano tale da determinare un concorso di colpa. La responsabilità è stata ricondotta a chi effettuava la chiusura del portone e, in base all’articolo 2049 del Codice civile, anche all’ente presso cui svolgeva l’attività.

I danni

La consulenza tecnica ha quantificato nel 3% l’invalidità permanente e in 170 giorni l’invalidità temporanea. Il risarcimento riconosciuto ammonta a 2.500 euro per l’invalidità temporanea e 2.700 euro per quella permanente, per un totale di 5.200 euro. Respinta la richiesta di una maggiore personalizzazione del danno, non essendo state dimostrate conseguenze eccezionali ulteriori rispetto a quelle normalmente legate alle lesioni accertate.

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