Rimini, chiude il centro islamico: “Per rendere più armonioso il rapporto con la città”. Il sindaco: “Scelta saggia”

Rimini
  • 04 agosto 2026

Annuncio di chiusura a sorpresa per il Centro Culturale Islamico Al Tawhid di Corso Giovanni XXIII a Rimini. A partire da oggi tutte le attività e le funzioni religiose sono sospese a data da destinarsi, a seguito di una decisione presa in autonomia dai responsabili della comunità per fermare le polemiche e riportare la serenità nel quartiere.

La nota della comunità

I responsabili dello spazio hanno comunicato la scelta spiegando che la decisione nasce «dal profondo amore e rispetto che abbiamo nei confronti della città e dei cittadini di Rimini, dove abitiamo da anni, lavoriamo e dove vanno a scuola i nostri figli e i nostri nipoti».

Nel testo si riconosce come la frequenza della struttura sia progressivamente andata oltre gli intenti originari, nati per offrire uno spazio di riflessione e scambio culturale per la comunità bengalese di Rimini: «Via via lo spirito iniziale è mutato, sono arrivate tante altre persone e la gestione, soprattutto in alcune giornate della settimana, è diventata più difficoltosa. Questo ha creato disagi e problemi di coesistenza con i residenti di questa meravigliosa parte di Rimini, generando anche un dibattito politico spesso infiammato e divisivo. Non era nostra intenzione che tutto questo avvenisse: il nostro unico desiderio è vivere e lavorare in pace».

Incontro con le istituzioni e prospettive future

La svolta arriva al termine di un confronto con il sindaco Jamil Sadegholvaad e con le istituzioni cittadine. «Ci prenderemo tutto il tempo necessario per riorganizzare il Centro Culturale Islamico Al Tawhid – evidenziano dalla struttura –. Ci vorrà pazienza, ma useremo questo tempo per migliorare ogni aspetto e rendere più armonioso il rapporto con la città. Respingiamo il caos, le troppe persone accalcate, le polemiche e la diffidenza. Questa scelta permetterà una nuova partenza».

Infine, un passaggio dedicato al tema della preghiera e del culto: «Nell’orizzonte della nostra comunità consideriamo importante individuare in futuro anche un luogo di preghiera per l’Islam che, seguendo la Costituzione Italiana sulla libertà di culto, rispetti rigorosamente le leggi e le regole del diritto italiano. Ma questa prospettiva potrà diventare concreta solo attraverso un cammino da percorrere insieme alla città e alle sue Istituzioni».

Questa la reazione del sindaco Sadegholvaad: “Quella del Centro Culturale Islamico Al Tawhid mi pare una scelta saggia e responsabile. Ed è una scelta che esprime la volontà di voler essere parte attiva di un processo di progressiva integrazione della comunità bengalese nel contesto territoriale e sociale di Rimini. Dal mio punto di vista, che è quello di un amministratore che ha cercato costantemente la via per allontanare i conflitti e le polemiche attorno a questa realtà di Borgo Marina, la lettera alla città inviata oggi dal Centro rappresenta un nuovo e importante punto di partenza di cui a giovarsi potrà essere l’intera città. Sottolineo punto di partenza perché è da qui che dobbiamo impegnarci ancora di più affinché tutti si sentano parte integrata della Rimini città libera e aperta”.

La nota del Centro islamico

“A partire da oggi - si legge nella nota - il Centro Culturale Islamico Al Tawhid, di Corso Giovanni XXIII, rimarrà chiuso. Abbiamo già comunicato ai fratelli e alle sorelle della comunità che tutte le attività e le funzioni del Centro sono sospese fino a data da destinarsi. La nostra decisione discende dal profondo amore e rispetto che abbiamo nei confronti della città e dei cittadini di Rimini. Rimini è la città dove abitiamo da anni, dove lavoriamo, dove vanno a scuola i nostri figli e i nostri nipoti. Siamo consapevoli che l’utilizzo del Centro, fatto nel corso del tempo, si sia progressivamente scostato dalle intenzioni originarie che vedevano lì semplicemente uno spazio di riflessione religiosa, di confronto, di scambio culturale, di relazione e amicizia dedicato ai componenti della comunità bengalese di Rimini. Ma via via lo spirito iniziale è mutato, sono arrivate tante altre persone, la gestione soprattutto in alcune giornate della settimana è diventata più difficoltosa. Questo ha creato disagi e problemi di coesistenza con la città e i residenti di questa meravigliosa parte di Rimini. Sappiamo bene che si è anche generato un dibattito politico, spesso infiammato e divisivo”.

“Non era nostra intenzione - continua la nota - che tutto questo avvenisse: il nostro unico desiderio è vivere e lavorare in pace a Rimini, la città dove vogliamo crescano e abbiano in futuro un lavoro i nostri figli. Abbiamo riflettuto a lungo, ci siamo confrontati in questo percorso con le istituzioni e con il sindaco Sadegholvaad, e abbiamo scelto di sospendere da oggi le attività e prenderci tutto il tempo necessario per riorganizzare il Centro Culturale Islamico Al Tawhid. Ci vorrà pazienza, ci vorrà tempo ma useremo quella pazienza e questo tempo per migliorare ogni aspetto per rendere più armonioso il rapporto tra il Centro, le famiglie bengalesi che lo frequentano e la città di Rimini. Siamo convinti che questa decisione, non facile per la nostra comunità, porterà con sé solo cose positive per il futuro: anche noi respingiamo il caos, le troppe persone accalcate, le polemiche, la diffidenza che spesso si sono create intorno a quello spazio. E siamo sicuri che questa scelta permetterà una nuova partenza in cui le attività del Centro Culturale Islamico Al Tawhid potranno integrarsi in maniera più alta e armonica con la vita di tutta la città di Rimini. Nell’orizzonte della nostra comunità consideriamo comunque importante individuare in futuro anche un luogo di preghiera per l’Islam, che, seguendo quanto prescrive la Costituzione Italiana sulla libertà di culto, rispetti rigorosamente le leggi, le norme, le regole del diritto italiano. Ma questa prospettiva potrà diventare concreta solo attraverso un cammino e una relazione, da percorrere sempre insieme alla città e alle sue Istituzioni”.

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