RIMINI. Gravi carenze organizzative e strutturali. Con queste motivazioni sono state chiuse nel 2025 nel Distretto di Rimini tre strutture residenziali per anziani. Il punto sull’attività di vigilanza e controllo viene fatto ieri, mercoledì 25 marzo, nell’ambito del tavolo di distretto dal nucleo integrato composto da Comune di Rimini e Azienda Ausl Romagna. Nel 2025 si contano da parte del nucleo integrato 14 visite ispettive, in altrettante strutture, tre accreditate e 11 autorizzate al funzionamento, tutte condotte direttamente in loco e senza alcun preavviso. Sei visite sono su programmazione annuale e otto a seguito di segnalazioni pervenute da cittadini. A cui si aggiungono altre attività di controllo svolte autonomamente da Ausl Romagna. Ogni ispezione viene condotta attraverso una checklist strutturata che analizza una pluralità di aspetti: il rispetto dei parametri strutturali, igienico-sanitari, organizzativi e funzionali, nonché qualitativi e quantitativi del personale impiegato. Per sette strutture, sei autorizzate al funzionamento e una accreditata, risultano criticità gestionali e scostamenti dai parametri previsti dalla normativa. Da qui una serie di prescrizioni ai soggetti gestori, che vi hanno ottemperato nei termini assegnati. Per tre strutture, tutte case famiglia soggette a dichiarazione di inizio attività, le irregolarità riscontrate portano appunto alla chiusura e all’avvio di indagini da parte dei Nas. Si tratta dei casi già resi noti nel novembre scorso. In quattro strutture, due autorizzate al funzionamento e due accreditate, c’è invece il pieno rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa e dai contratti in essere. Tre di questi controlli partono da segnalazione e uno su programmazione.
Per il 2026 l’obiettivo è intensificare i controlli su strutture accreditate o autorizzate e di monitorare le segnalazioni dei cittadini sulle case famiglia. Si tratta, sottolinea l’assessore alla Protezione sociale e presidente del comitato di distretto Kristian Gianfreda, di “uno strumento fondamentale per garantire qualità, sicurezza e dignità alle persone più fragili e alle loro famiglie”. Il lavoro congiunto tra Azienda sanitaria e Comune consente “non solo di intervenire tempestivamente nelle situazioni critiche, ma anche di promuovere standard sempre più elevati nei servizi”. Dunque, conclude, “continueremo a investire su queste attività: la tutela degli anziani e delle persone non autosufficienti resta una priorità perché ogni anziano ospitato in una struttura del nostro distretto merita di ricevere cure adeguate, in ambienti sicuri e dignitosi”.