Rimini, carcere e detenuti: nasce lo Sportello di giustizia riparativa

Rimini

Si aggiunge un altro tassello al lavoro del Comune di Rimini volto alla prevenzione di fenomeni di recidiva tra i detenuti e a un loro reinserimento nel tessuto sociale. L’amministrazione comunale ha sottoscritto oggi il “Protocollo relativo al servizio di Giustizia Riparativa e Mediazione Penale” insieme all’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna di Forlì Cesena, il Centro Giustizia Minorile per l’Emilia-Romagna e le Marche, la Casa Circondariale di Rimini e la Cooperativa Sociale L’Ovile di Reggio Emilia – Centro di Giustizia Riparativa Anfora. Un documento con il quale, di fatto, si costituiscono lo Sportello di Giustizia Riparativa, finalizzato a gestire la realizzazione di incontri e percorsi tra le persone in carcere e le equipe di esperti dedicate, e un Tavolo per la Giustizia Riparativa, con funzioni di coordinamento dello Sportello e di monitoraggio in itinere sull’andamento globale del progetto.    

Che cos’è la Giustizia Riparativa    

La giustizia riparativa rappresenta un nuovo modo di promuovere la cultura della rieducazione del condannato come previsto anche dalla costituzione all'art. 27, mentre con le attività di mediazione penale si avvia un processo in cui il reo, con l’aiuto di un mediatore, partecipa e prende parte attivamente, insieme alla vittima, alla risoluzione delle questioni emerse.  

L’obiettivo di questa prassi è dunque quello di rafforzare il senso di sicurezza di una comunità attraverso un riconoscimento reciproco e una riconciliazione tra i soggetti convolti, al fine di ricostruire quel patto di cittadinanza che è stato compromesso dalla commissione del reato.     

Un modus operandi che punta a rinnovare alla radice l’approccio e la risposta al crimine, mediante, in particolare, lo strumento della mediazione penale, ovvero un percorso di incontri e colloqui tra la parte offesa e il colpevole che permetta al responsabile dell’illecito o del crimine di capire e analizzare le conseguenze dell’azione, attraverso anche l’affiancamento di una figura terza imparziale.     

“Un progetto nuovo e sperimentale che mira a superare la logica del castigo, contrastando quell’idea abbastanza diffusa per cui la giustizia dovrebbe solo basarsi sul paradigma della punizione - è il commento dell’assessore alla Protezione sociale del Comune di Rimini, Kristian Gianfreda -. La cultura della riparazione ha una valenza profonda, da intendersi non tanto in una prospettiva compensatoria e di indennizzo, ma come un processo che pone le basi per un agire responsabile nel futuro. Un approccio che porta dunque di riflesso benefici importanti a tutta la collettività, andando ad arginare a monte episodi di recidiva, e che richiede un grande lavoro di squadra tra istituzioni, enti, cooperative, associazioni e realtà del terzo settore per dare vita a una rete territoriale che possa sviluppare le diverse azioni.”.  

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