Rimini: camion in fiamme, distrutto un trasloco ma il risarcimento si ferma a 14.600 euro

Rimini

Aveva affidato a una ditta il trasloco da Bologna a Rimini, ma durante il viaggio il camion prese fuoco sull’A14, distruggendo completamente il mezzo e tutto ciò che trasportava. Il cliente aveva così chiesto oltre 113mila euro di danni, ma il Tribunale di Rimini, pur riconoscendo la responsabilità della ditta per la perdita dei beni, l’ha condannata a pagare “solo” 14.600 euro, oltre alla restituzione dei circa 1.600 euro pagati per il trasloco e alle spese legali.

Il rogo

La vicenda risale al 2018. La ditta non doveva occuparsi soltanto del trasporto: il servizio comprendeva anche lo smontaggio e il rimontaggio di alcuni mobili. Il 9 maggio, dopo essere stato caricato con mobili e scatoloni, l’Iveco Daily dell’azienda prese fuoco mentre percorreva l’A14, in direzione sud, all’altezza del chilometro 123,600, nel territorio di Rimini. L’incendio distrusse completamente il mezzo, ma i vigili del fuoco non riuscirono a stabilirne l’origine. Il conducente, nonché titolare della ditta, riferì alla Polizia che le fiamme sarebbero partite dal vano motore. Per il proprietario dei beni, il danno era enorme. La stima complessiva del valore di quanto andato distrutto era stata quantificata in oltre 113mila euro. Tra gli oggetti c’erano mobili, elettrodomestici, effetti personali e anche oggetti da collezione ai quali il cliente attribuiva un particolare valore affettivo. La ditta aveva sostenuto che si fosse trattato di un caso fortuito e aveva ipotizzato anche un’autocombustione della merce.

La decisione

La giudice Giorgia Cecchini ha però stabilito che il trasportatore non aveva fornito la prova necessaria per liberarsi dalla responsabilità. Nel contratto di trasporto, infatti, il vettore risponde della perdita delle cose dal momento in cui le riceve fino alla consegna, salvo dimostrare che il danno dipenda da una causa estranea, imprevedibile e inevitabile.

Nel caso concreto, l’origine dell’incendio era rimasta sconosciuta e l’ipotesi dell’autocombustione non aveva trovato riscontri. Inoltre, gli scatoloni si trovavano nella parte posteriore del mezzo, mentre il motore era nella parte anteriore. Il Tribunale non ha tuttavia riconosciuto una colpa grave alla ditta. Era stato infatti dimostrato che il veicolo era stato sottoposto a un controllo pochi giorni prima dell’incendio, il 23 aprile 2018. Dalla fattura risultavano interventi come la sostituzione di filtri, olio e pastiglie.

Da qui l’applicazione del limite previsto dall’articolo 1696 del Codice civile: in assenza di colpa grave, per i trasporti nazionali su strada il risarcimento non può superare un euro per ogni chilogrammo di peso lordo della merce perduta.

Per gli scatoloni, il peso complessivo è stato quantificato in circa 1.000 chilogrammi. Il risarcimento è stato quindi calcolato in 1.000 euro per il loro contenuto, 11.735 euro per i mobili indicati nel preventivo, 1.700 euro per gli elettrodomestici documentati dalle fotografie e 165 euro per altro materiale. Esclusi, invece, i beni dei quali non era stata fornita una prova sufficiente che fossero effettivamente presenti sul camion.

Niente soldi per il valore affettivo

Il cliente aveva chiesto anche un risarcimento per il danno non patrimoniale. La perdita non riguardava infatti soltanto beni economicamente valutabili: alcuni oggetti avevano per lui un particolare valore affettivo e, tra questi, anche pezzi da collezione che non sarebbe stato possibile recuperare. Secondo il cliente, la perdita aveva provocato sofferenza personale e avrebbe inciso anche sulle sue abitudini e attività di svago. La giudice, tuttavia, ha respinto questa parte della domanda: il valore affettivo degli oggetti perduti, da solo, non è stato ritenuto sufficiente a dimostrare la lesione di un interesse della persona tutelato dalla Costituzione.

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