Il Tar respinge il ricorso di un professionista riminese, per il quale la prefettura ha emesso il «divieto di detenzione di armi e munizioni e di ogni altro materiale esplodente, ingiungendone la consegna immediata all’organo di Polizia incaricato». La decisione della Prefettura è arrivata «a fronte di una segnalazione da parte della Questura che dava conto di una conflittualità non irrilevante nell’ambito del contesto familiare, e di una foto che mostrava una cameretta per bambini con una scrivania sul cui piano di lavoro sono posti una pressa per la produzione di cartucce, una confezione di cartucce e un bilancino di precisione, ha ritenuto quella che precede una situazione di pericolosità sufficiente a giustificare il provvedimento in esame», come si legge nella sentenza del Tar.
Rimini, bossoli nella cameretta della figlia: tolto il porto d’armi
La versione del ricorrente
Il ricorrente ha affermato che «la strumentazione non si trovava nella camera in cui dormiva la figlia semplicemente per il fatto che la figlia dormiva con la madre a casa dei nonni materni da un anno quasi e quindi non esisteva alcun pericolo per la stessa: si tratta di circostanza la cui prova non risulta in atti». Viene poi affermato, ma il Tar spiega che non è provato, che «la stanza non è una stanza di normale utilizzo della famiglia visto che è evidente che viene usata per magazzino e non per stanza da gioco; l fatto poi che l’Autorità di Pubblica Sicurezza quando è intervenuta per sequestrare in via cautelativa le armi e le munizioni, le abbia trovate regolarmente chiuse in apposita e idonea cassaforte come la legge prescrive e non ha evidenziato alcuna violazione degli obblighi per la sicurezza delle armi e delle persone, non è circostanza tale da rendere manifestamente illegittima la determinazione impugnata, essendo questa comunque fondata sui predetti elementi probatori sufficienti a giustificare una valutazione cautelativa quale quella in oggetto». Secondo il ricorrente, infatti, «i bossoli ritrovati erano assolutamente scarichi, svuotati e non solo non pericolosi ma neanche potenzialmente idonei a recare turbamento o pericolo a chicchessia; la pressa è una normale pressa senza alcun riferimento ad armi o munizioni, potrebbe essere una pressa per chiudere i tappi delle bottiglie di pomodoro o altro; la bilancia è una normale bilancina usata anche nei giochi per bimbi». Posizione questa che comunque ha portato il Tar a respingere il ricorso e a dare ragione alla Prefettura.