Rimini, blitz contro i “tombaroli” hi-tech: sgominata la banda dei reperti antichi VIDEO

Rimini
  • 14 ottobre 2026

Una complessa e sofisticata rete di “tombaroli” hi-tech, attiva nella Pianura Padana e specializzata nel saccheggio di siti archeologici romani e preistorici, è stata sgominata dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma nell’ambito dell’operazione “Eridanos”. L’indagine, coordinata dalla Procura di Verona, ha portato a otto perquisizioni a carico di altrettanti indagati distribuiti tra le province di Verona, Rovigo, Mantova e Rimini, accusati a vario titolo di furto, ricettazione di beni culturali e ricerche clandestine.

La presunta organizzazione agiva con estrema cura: i membri studiavano antichi testi storici e mappe GPS per individuare i siti non vincolati, per poi entrare in azione di notte con metal detector di ultima generazione subito dopo l’aratura dei campi. Il gruppo contava sulla complicità di basisti locali che segnalavano i terreni migliori e le zone prive di controlli o telecamere. I reperti sottratti venivano poi venduti tramite annunci anonimi sul web a collezionisti italiani e stranieri oppure piazzati attraverso un negozio compiacente del Mantovano usato come centrale di stoccaggio e riciclaggio. L’inchiesta, partita a marzo dal monitoraggio delle vendite online, ha permesso di recuperare una piccola fortuna archeologica: oltre 300 monete antiche, 400 tessere di mosaico romano, 500 reperti metallici e fittili, selci lavorate e una preziosa scultura in bronzo raffigurante Giove, oltre alle attrezzature usate per gli scavi abusivi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui