Benzina, carrello della spesa e sanità. Così si erode il potere d’acquisto dei riminesi.
A gravare sul portafoglio anche l’incognita del passaggio al mercato libero per luce e gas mentre a gennaio l’inflazione galoppa al +1% rispetto al corrispondente mese del 2023.
A fare il punto su un futuro da sabbie mobili è il presidente di Federconsumatori Rimini, Graziano Urbinati.
Urbinati, facciamo i conti in tasca alle famiglie riminesi.
«A pesare sul portafoglio sono le voci della quotidianità, in primis i generi alimentari, nonostante un calo molto sensibile dei costi tendenziali dell’energia elettrica (-43,9%), del gas (-28,3%) e più in generale dei costi delle materie prime. Frenate che non si traducono purtroppo in una diminuzione dei prezzi. Un esempio? Presto faremo i conti sui rincari dell’Iva che per il gas era stata ridotta dal 22% al 4% ma ritornerà al valore iniziale perché il governo non ha prorogato l’accordo. Un altro nodo è che sempre meno famiglie usufruiranno dei bonus dedicati ai nuclei meno abbienti. Nel 2023 il bonus energia veniva destinato ai nuclei con un Isee inferiore ai 15mila o inferiore ai 30mila, in presenza di 4 figli. Ora l’Isee è stato riportato a 9mila euro nel primo caso e a 22mila nel secondo».
Come la mettiamo con la benzina?
«Costituisce l’allerta di questo momento: da febbraio si registra un’ondata di rialzi su una media ponderata regionale che viaggia a oltre 1,85 centesimi al litro sulla benzina e 1,82 centesimi al litro sul diesel. A nostro avviso, prezzi eccessivi rispetto alle quotazioni internazionali entrando in gioco fattori speculativi».
Restringiamo il campo al carrello della spesa.
«Il mese di gennaio ha sfornato il 4,8% di aumenti. Il prezzo delle carni è rialzato del 5,4%, i prodotti ittici sono saliti del 3,6%, la frutta del 3,1%, i vegetali s’impennano del 9,6% e è maglia nera per olio e grassi schizzati al 23,9%».
Per quanto riguarda il capitolo trasporti, invece?
«Non va meglio: il trasporto su rotaia cresce dell’8,8%, quello su strada del 6,3% e le rotte aeree del 12,1%. Pollice verso anche sulla spesa per la salute con i servizi dentistici che volano al più +9,4, quelli paramedici al 3,8 l’ospedaliero al +3,3. Un fronte che incide sulle categorie più fragili e che, spesso, spinge a rinunciare a prevenzione e cure».
Gennaio è per antonomasia un mese pesante per l’arrivo di scadenze e pagamenti vari. Chi è messo più a dura prova nel Riminese?
«Anziani, coppie e donne sole, nonché le fasce a reddito fisso. Da non sottovalutare la polizza Rca auto che già aumentata del 7,1% nel 2023, nei primi mesi di quest’anno mostra un aumento medio che varia in base alle classi di appartenenza dal 2% al 5%. Il discorso di base è che in provincia abbiamo le pensioni e i redditi più bassi rispetto al resto della regione per le caratteristiche proprie del lavoro stagionale, al netto del lavoro sommerso».
Quali sono gli interventi strutturali necessari?
«Una riforma delle aliquote Iva sui generi di largo consumo consentirebbe alle famiglie di risparmiare una cifra pari a 530 euro annui. Provvedimento che andrebbe accompagnato da misure di controllo e sanzione contro la speculazione sui mercati. Servirebbe un’adeguata tassazione degli extraprofitti, l’aumento della tassazione sulle transazioni finanziarie, come ripetiamo da 30 anni, la lotta all’evasione fiscale».
Per ora qual è l’aumento a famiglia?
«Si registrano 250 euro in più per il carrello, nel complesso 1.100 euro annui. Nel 2023 si viaggiava sui 2mila euro, ma siamo solo a inizio anno. Senza misure ad hoc il potere d’acquisto dei romagnoli continuerà a perdere terreno anche considerando incognite come la crisi in Medioriente che potrebbe ostacolare o allungare il trasporto merci decretando costi più elevati. Un’emergenza che si rifletterà sui consumi».
Incertezze all’orizzonte?
«Il passaggio dal mercato tutelato a quello libero per gas e, dal prossimo luglio, sulla luce ha creato una certa confusione. Federconsumatori organizza incontri anche per mostrare le misure a protezione dei più vulnerabili, dagli anziani agli invalidi».