«Un’occasione che albergatori e imprenditori riminesi non possono perdere. In ballo c’è una pioggia di milioni, anche a fondo perduto, da utilizzare per rigenerare in chiave green gli hotel, riqualificare le strutture, anche quelle dismesse, creare nuova occupazione e rilanciare la Riviera e l’Entroterra nel panorama turistico italiano». Gianfranco Sanchi, consulente in finanza agevolata e bandi pubblici, commenta così il progetto “GreenTour”, varato dal Ministero del Turismo per «favorire la digitalizzazione e lo sviluppo sostenibile delle imprese delle vacanze». Un bando pubblico da 109 milioni di euro (le domande possono essere presentate online dalle ore 12 del 15 luglio alle ore 17 del 15 settembre), che, come si legge nel sito di Invitalia, l’agenzia governativa per lo sviluppo partecipata interamente dal Ministero dell’economia e delle finanze, prevede un mix predefinito di aiuti: 54% a fondo perduto e 46% con finanziamento agevolato. «Per un territorio come il nostro, che negli ultimi anni ha investito molto nella riqualificazione urbana e nel miglioramento dell’offerta turistica – puntualizza il manager riminese -, questo strumento potrebbe contribuire ad accompagnare una nuova stagione di investimenti privati, che potrebbero anche far rinascere i tanti hotel dismessi e degradati sparsi in zona mare. I soldi ci sono, occorrono volontà imprenditoriale e progetti».
Sanchi, questo provvedimento che ricaduta potrebbe avere sul Riminese in termini di investimenti?
«In una provincia come la nostra, con una forte concentrazione di strutture ricettive, molte delle quali in fase di ammodernamento, efficientamento energetico e miglioramento della qualità dell’offerta, potrebbe rappresentare una misura molto interessante. Il bando, infatti, finanzia programmi di investimento compresi tra 1 e 15 milioni di euro e si rivolge a progetti di dimensioni rilevanti. Se il territorio saprà cogliere questa opportunità, potremmo assistere all’attivazione di investimenti privati significativi, capaci di generare benefici non solo per le singole strutture, ma per l’intera filiera turistica locale».
Oltre agli interventi di natura energetica e digitale sono ricompresi anche progetti di riqualificazione delle strutture?
«Sì, ma è importante chiarire un aspetto fondamentale. Il bando non finanzia una normale ristrutturazione alberghiera. L’obiettivo principale è il miglioramento dell’efficienza energetica, la sostenibilità e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Gli interventi cosiddetti “trainanti” devono infatti rappresentare almeno il 51% delle spese ammissibili. All’interno di un progetto coerente possono rientrare anche opere murarie, impiantistiche e interventi di riqualificazione della struttura, purché siano funzionali agli obiettivi energetici e ambientali previsti dalla misura».
Da un punto di vista occupazionale quanti posti di lavoro nell’edilizia si potrebbero creare con questi nuovi cantieri?
«È prematuro fare stime precise, perché molto dipenderà dal numero di progetti che verranno presentati e successivamente finanziati. Possiamo però affermare che interventi di questa dimensione attivano una filiera molto ampia che coinvolge imprese edili, impiantisti, progettisti, studi tecnici, professionisti dell’efficienza energetica, fornitori di tecnologie e operatori specializzati. La ricaduta occupazionale va quindi valutata non soltanto in termini di nuovi posti di lavoro diretti, ma soprattutto come volume di attività economica generata sul territorio».
Ai bandi possono partecipare anche i 154 alberghi dismessi che ci sono a Rimini?
«Certo che sì, ma solo a determinate condizioni. L’immobile deve essere inserito all’interno di un progetto imprenditoriale concreto, presentato da un soggetto in possesso dei requisiti previsti dal bando e con la disponibilità della struttura. Non basta quindi avere un albergo chiuso o inutilizzato: occorre dimostrare la sostenibilità dell’investimento, la cantierabilità dell’intervento e la capacità di riportare la struttura sul mercato turistico in modo competitivo».
Quanti di questi contributi sono a fondo perduto e quanti con finanziamenti agevolati?
«La dotazione complessiva della misura è pari a 109 milioni di euro. Di questi, 59 milioni circa sono destinati a contributi a fondo perduto e 50 milioni a finanziamenti agevolati. Per il singolo progetto l’agevolazione viene normalmente concessa attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. È importante precisare che il fondo perduto non si applica all’intero investimento, ma all’agevolazione riconosciuta in base alle caratteristiche del progetto e alla tipologia di interventi realizzati».
Questo provvedimento riguarda solo la Riviera o si può estendere anche all’entroterra?
«La misura riguarda l’intero territorio e non esclusivamente la Riviera. Potranno beneficiarne anche le strutture dell’entroterra riminese, comprese quelle che puntano su turismo sostenibile, outdoor, benessere, ospitalità diffusa e valorizzazione delle eccellenze locali. E le domande saranno valutate in base alla qualità dei progetti e ai punteggi ottenuti in graduatoria. Va inoltre evidenziato che il decreto riserva il 60% delle risorse alle PMI e, all’interno di questa quota, una parte significativa è destinata alle micro e piccole imprese. Una caratteristica che potrebbe favorire un territorio come quello riminese, storicamente composto da una diffusa rete di piccole e medie imprese turistiche».
Sanchi, un modo questo per ripensare il turismo dei prossimi dieci anni?
«La misura non si rivolge al classico intervento di manutenzione o ammodernamento alberghiero, ma punta a favorire un vero salto di qualità del sistema turistico. La soglia minima di investimento pari a 1 milione di euro seleziona, infatti, progetti strutturati e di medio-lungo periodo, in grado di incidere concretamente sulla competitività delle imprese. Un’opportunità quindi per gruppi alberghieri e operatori che stanno pianificando investimenti importanti in vista dei prossimi anni. Insomma, per un territorio come quello riminese, che negli ultimi anni ha investito molto nella riqualificazione urbana e nel miglioramento dell’offerta turistica, questo strumento potrebbe contribuire ad accompagnare una nuova stagione di investimenti privati, rafforzando ulteriormente il posizionamento della Riviera e dell’entroterra nel panorama turistico italiano».