Rimini. Automobilista picchiato dalla Polizia locale dopo l’inseguimento, la legale dei tre agenti: “Accuse infamanti e incompatibili con i fatti”

Rimini
  • 06 marzo 2026

Respingono indignati tutte le accuse i tre agenti della Polizia locale denunciati da un automobilista 47enne per lesioni, calunnia, danneggiamento e falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. L’uomo ha infatti dichiarato, durante la direttissima a inizio dicembre, di essere stato ammanettato e picchiato dai tre dopo un inseguimento iniziato a San Lorenzo in Correggiano, scaturito dopo che lui aveva eluso un controllo per paura che scoprissero la mezza dose di cocaina nascosta in auto. Sull’accaduto ora la Procura ha inevitabilmente aperto un’inchiesta.

«Tale azione, subito dopo il brutale impatto dei veicoli, non solo non può essere credibile - commenta l’avvocato degli agenti, Valentina Broccoli, che ha voluto così dare voce ai suoi assistiti -, ma risulta incompatibile rispetto a plurimi elementi, a partire dalle stesse condizioni fisiche degli agenti, che proprio a causa del violento urto riportavano lesioni e fratture importanti e, soprattutto, dalla presenza di almeno una ventina di pubblici ufficiali (tra equipaggi di Polizia municipale e carabinieri) che, nel frattempo, erano sopraggiunti, i quali hanno potuto assistere e sono stati testimoni proprio di questo preciso momento in cui il soggetto veniva bloccato e arrestato».

Proprio per le personalità coinvolte e per la particolarità della vicenda «esprimo un personale sdegno di fronte a delle accuse così infamanti - continua la legale -. Accuse per le quali, inevitabilmente, verrà attivata un’indagine nei confronti di soggetti appartenenti alle forze di polizia che si sono spesi per garantire un servizio di sicurezza pubblica, anche a rischio della loro vita (con tutte le conseguenze che ingiustamente, in questa fase, dovranno sopportare a livello penale e disciplinare) e che, dall’altro lato, provengono da un soggetto pregiudicato, che si è sottratto in maniera pervicace a un controllo di polizia tentando, nella fuga, di investire altri agenti di Polizia municipale. Soggetto che ha messo ripetutamente in serio pericolo gli utenti della strada, provocando un inseguimento spietato per chilometri, trovato in possesso di droga e che, per tali fatti, ha avuto una condanna divenuta definitiva (patteggiamento a un anno e sei mesi di reclusione con pena sospesa, ndr). Sicuramente, per quanto ci riguarda, questa denuncia non rimarrà e non potrà rimanere senza conseguenze per chi ne ha dato origine».

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