Il circo degli animali è pronto a sbarcare a Miramare. E, immediata, esplode la protesta. Quella delle associazioni animaliste riminesi. Che annunciano, per il 6 luglio, il giorno d’apertura del grande tendone del “Rolando Orfei” dove si esibiranno leoni, tigri, zebre, dromedari, canguri ammaestrati, delle manifestazioni di forte disapprovazione. «Come associazioni animaliste non faremo mancare la nostra contestazione - avverte Uliana Vergoni, presidente dell’Associazione riminese anti vivisezione in difesa degli animali (dnA) – e saremo presenti con presidi, banchetti, cartelli e striscioni per ribadire la nostra convinta contrarietà all’utilizzo di animali per intrattenere il pubblico. Capisco che c’è una legge dello Stato che lo consente, ma vorrei ricordare che nel 2012 il Consiglio comunale di Rimini approvò, all’unanimità, un ordine del giorno che sosteneva che Rimini non avrebbe più ospitato spettacoli circensi con animali selvatici. Ordine del giorno, purtroppo, dimenticato, per non dire rimosso».
Rimini. Arriva il circo con tigri, canguri, zebre e dromedari: protesta degli animalisti
Cambio alla regola
Rimosso, appunto, dal nuovo regolamento comunale, varato nel 2025, che, spiega Gabriele Caroli, responsabile della Lav di Forlì-Cesena (Lega anti vivisezione) «rigettando le nostre proposte, ha, di fatto, disconosciuto quel vecchio ordine del giorno del 2012 e ripristinato, senza alcun paletto, l’utilizzo, in ambito comunale, di spazi per spettacoli circensi». Come appunto quello di Miramare. «Mentre noi – ricorda Caroli – proponemmo, visto che per legge non può essere vietata la concessione di aree comunali per allestire spettacoli itineranti con animali, l’inserimento, nel regolamento comunale, di elementi di forte rigidità nell’affidamento dei terreni, come l’obbligatorietà, ad esempio, della presenza di erba o di terreni particolari. Veri e propri paletti che avrebbero reso meno appetibili gli spazi. Purtroppo non fummo ascoltati».
Controlli sui manifesti
Intanto, in attesa di organizzare la manifestazione del 6 luglio, le associazioni animaliste riminesi si sono attivate attraverso istanze e solleciti presentati al Comune e all’Ausl. «Alla Polizia locale – sottolinea Tatiana Migro, presidente di “Cuori randagi” – abbiamo chiesto di controllare la regolarità dell’affissione di manifesti promozionali. Mentre al Servizio veterinario abbiamo sollecitato di verificare attentamente le condizioni in cui si trovano gli animali, viste anche le altissime temperature di questi giorni. E, comunque, ritengo assurdo che nel 2026 ci siano ancora questi spettacoli con gli animali». Aggiunge, in proposito, Carmen Prati, presidente dell’associazione “A-mici di Soraya”: «Anche quest’anno siamo costretti a constatare una totale indifferenza nei confronti degli animali. Permettere spettacoli che si fondano sull’uso di esseri senzienti per il puro intrattenimento umano é una scelta anacronistica, che stride fortemente con i proclami di una Rimini moderna, etica e progressista». Tutto questo quando nel 2022 è stata approvata una legge, la 106, che prevede “il graduale superamento dell’utilizzo degli animali nelle attività circensi e negli spettacoli viaggianti”, che, tra l’altro, si rifà ai criteri di protezione degli animali fissati dalla legge 175 del 2017.
La vecchia legge
«E, invece – chiosa infastidito il presidente della Lav, Caroli - ci ritroviamo con una legge del 1968, la 337, ancora in vigore perché con la sostituzione del ministro della Cultura, con delega ai circhi, parlo di Giuli che ha sostituito Sangiuliano, è stata prorogato, a fine dicembre 2026, il periodo di emanazione dei decreti attuativi che, una volta varati, renderebbero applicabile, a tutti gli effetti, i contenuti della legge 106 del 2022. E la manifestazione che faremo il 6 luglio a Miramare – conclude - sarà anche un’occasione per ricordarlo ai nostri governanti».