A Rimini stop al dumping contrattuale, criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, tutele rafforzate per i lavoratori sia nei subappalti che per la sicurezza, tavoli di confronto con i sindacati. Sono i punti salienti del protocollo d’intesa firmato dal Comune di Rimini con Cgil, Cisl e Uil per lavoro di qualità, trasparenza e legalità negli appalti pubblici. Si tratta, precisa l’amministrazione, di “uno dei primi accordi a livello nazionale capace di introdurre vincoli stringenti per garantire che la spesa pubblica sia sinonimo di lavoro di qualità”. Con “tutele significative e aggiuntive per i lavoratori impiegati negli appalti pubblici sul territorio comunale”. Per i sindacati, hanno siglato il protocollo la segretaria generale Cgil Francesca Lilla Parco e il segretario Renzo Crociati, la segretaria Cisl Romagna Elena Fiero e il coordinatore territoriale Uil Michele Bertaccini. “Questo protocollo - commenta il sindaco Jamil Sadegholvaad - rappresenta un atto concreto di responsabilità istituzionale e sociale. Rimini sceglie di non limitarsi al rispetto formale delle norme, ma di fare un passo in avanti: ogni gara pubblica, ogni appalto che gestiamo, deve essere un presidio di legalità e di dignità del lavoro. Abbiamo trovato una sintesi ambiziosa con le organizzazioni sindacali perché siamo convinti che la qualità della spesa pubblica e la qualità del lavoro siano due facce della stessa medaglia. Non possiamo accettare che le gare vengano vinte al ribasso a scapito dei lavoratori, e questo accordo mette in campo strumenti precisi per impedirlo”.
Rimini, appalti e stop al dumping: accordo tra Comune e sindacati
I punti chiave
Entrando nel dettaglio, tra gli aspetti introdotti nell’accordo c’è l’individuazione puntuale dei contratti collettivi nazionali di lavoro da indicare nei bandi di gara per le diverse tipologie di attività, indicando i contratti sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative e più coerenti con le attività oggetto di appalto. Si tratta di “un meccanismo che mira a prevenire il cosiddetto ‘dumping contrattuale’, ovvero il ricorso a contratti pirata che abbassano artificialmente i costi del lavoro a danno dei lavoratori e delle imprese che operano correttamente”, precisa il Comune. Nel caso in cui i costi della manodopera indicati in un’offerta risultassero inferiori ai valori dei documenti di gara, la stazione appaltante dovrà richiedere chiarimenti all’operatore economico per verificare la correttezza del trattamento riconosciuto ai lavoratori. In caso di cambio appalto, il nuovo appaltatore dovrà garantire ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dell’impresa uscente. Il protocollo prevede poi che il Comune utilizzi, di norma, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’aggiudicazione degli appalti, valorizzando la qualità tecnica dell’offerta e limitando il peso del prezzo a un massimo del 20% del punteggio complessivo. Lo strumento “è pensato per scoraggiare le gare al ribasso e premiare le imprese che investono in qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale”, si aggiunge dal Comune.
I punti di forza e di merito
Punteggi premiali, poi, potranno essere assegnati agli operatori economici che si distinguono in ambito ambientale, sociale, di sicurezza sul lavoro e di inclusione linguistica per lavoratori stranieri, rafforzando così l’orientamento dell’amministrazione verso appalti virtuosi. Il protocollo vuole inoltre rafforzare le tutele nell’intera filiera degli appalti, estendendo le garanzie anche al subappalto. È escluso, nei casi previsti dalla legge, il subappalto a cascata, ovvero la possibilità per un subappaltatore di appaltare a sua volta, “per contrastare i tentativi di infiltrazione criminale e garantire condizioni di lavoro dignitose in ogni fase della catena”. Sul fronte della salute e sicurezza sul lavoro, i contratti di appalto includeranno clausole che obbligano gli appaltatori a verificare il rispetto degli obblighi formativi in materia di sicurezza. Il Comune e le organizzazioni sindacali si impegnano al dialogo e al confronto permanente per tutelare i lavoratori nell’intera filiera. Infine, per gli affidamenti sotto soglia, il protocollo raccomanda di consultare almeno tre operatori economici, anche quando la legge consentirebbe l’affidamento diretto, in un’ottica di massima trasparenza e promozione della concorrenza.
Infine il Comune si impegna a istituire tavoli di confronto coi sindacato per monitorare l’andamento degli appalti, garantire l’applicazione dei contratti collettivi e tutelare le lavoratrici e i lavoratori. Dal canto loro, i sindacati potranno chiedere il confronto preventivo all’avvio delle procedure di gara e il Comune presenterà la programmazione triennale entro due mesi dall’approvazione. Il protocollo ha durata triennale con possibilità di rinnovo per ulteriori tre anni.