Controlli a raffica nei distributori di benzina. Per combattere i furbetti dei prezzi. E sanzionarli. Sono stati dei veri e propri blitz quelli effettuati, dal 12 al 25 marzo dalla Guardia di Finanza nel Riminese: 13 giorni di sopralluoghi e verifiche durante i quali sono state appurate decine e decine di irregolarità. «Violazioni amministrative si intende - precisano i finanzieri - che hanno portato all’emissione di verbali e sanzioni. Parliamo di un buon 30%-40% di violazioni formali accertate su decine e decine di sopralluoghi effettuati».
Sanzioni pecuniarie, «anche di qualche migliaio di euro», puntualizzano dal Comando provinciale di via Augusto Grassi, che i gestori dei distributori di carburante si sono trovati a dover pagare per non aver adempiuto a regole ferree. Quelle fissate, nel 2023, dal decreto Trasparenza carburanti varato dal governo Meloni per contenere l’aumento dei prezzi di gasolio e benzina e combattere eventuali fenomeni speculativi. Insomma, una serie di norme che obbligano i benzinai ad esporre cartelloni e display con il prezzo medio calcolato dal Ministero del Made in Italy accanto a quello praticato per benzina, diesel, gpl e metano. Con tanto di aggiornamento dei prezzi medi da effettuare quotidianamente e con tanto di comunicazione da inviare all’Osservatorio nazionale. «Quello che abbiamo controllato - puntualizza la Guardia di Finanza - è stata la corrispondenza tra il prezzo esposto sul cartellone-display con quello adottato alla pompa. E ad ogni irregolarità verificata è scattata una sanzione amministrativa». Qualcosa come il 30-40% di multe rispetto ad un centinaio, ma anche meno, di sopralluoghi effettuati. Per una media, però, decisamente inferiore a quella nazionale, là dove si parla di un 73% di violazioni accertate (fonte Sole 24 Ore).
«Intanto - precisa Alberto Semprini, presidente Figisc-Confcommercio della provincia di Rimini - gli obblighi che abbiamo noi benzinai non li hanno tutti gli altri settori del commercio, compresi quelli che operano col Monopolio dello Stato. Nessun’altra categoria, infatti, deve esporre su cartelloni-dispaly i prezzi. E comunicarli all’Osservatorio ogni volta che cambiano e perfino quando non variano, attraverso una comunicazione settimanale della riconferma del prezzo precedente. Se ti dimentichi e hai la sfortuna che in quel momento c’è un controllo ti prendi una multa salatissima». Proprio quello che è accaduto tra il 12 e il 25 marzo. «Esatto – conferma il rappresentante sindacale dei gestori di distributori di carburante aderenti alla Confcommercio -. E’, infatti, successo che in quel periodo il governo Meloni ha introdotto, per decreto, la riduzione temporanea delle accise di 25 centesimi al litro, e in quello stesso periodo è accaduto che sono partiti i controlli. Risultato? Mentre molte compagnie petrolifere hanno comunicato al gestore la riduzione del prezzo del carburante nel pomeriggio, i controlli sono scattati al mattino, coi prezzi, quindi, non ancora aggiornati. Da qui le sanzioni elevate in quei tredici giorni di marzo dalla Guardia di Finanza».