Rimini, affitti brevi, rischio occupazione case: “Così gli inquilini non vanno più via”

Rimini

Da guadagno sicuro a investimento a rischio. Il sistema degli affitti brevi non sembra più garantire quei guadagni, lauti e privi di pericoli, di qualche anno fa. Lo dicono gli operatori del settore, lo confermano analisi economiche ed episodi verificatisi. «Se in piena pandemia il bene rifugio per molti riminesi era diventata la seconda casa da mettere a reddito attraverso gli affitti turistici – spiega Daniela Montagnoli, presidente di Confabitare, all’indomani di un dibattito pubblico sui pro e i contro delle locazioni brevi – adesso bisogna fare molta attenzione a come si opera. Altrimenti succede di ritrovarsi con persone che ti entrano in casa per quindici giorni di vacanza e poi non escono più».

I casi concreti

Una denuncia forte e chiara quella del vertice dell’associazione dei proprietari di immobili, che dimostra come il fenomeno delle occupazioni immobiliari, dalle città d’arte sia arrivato anche in Riviera. «Proprio così – conferma Montagnoli -. Tra l’altro ci sono due episodi spia che ci stanno preoccupando. Il primo vede come protagonista una signora bolognese che, a maggio, con la scusa della vacanza al mare, si è fatta consegnare le chiavi dell’abitazione dal titolare, dietro regolare pagamento di quindici giorni d’affitto. Dopodiché, scaduta la seconda settimana, non ha più restituito le chiavi, ha chiesto e ottenuto dal Comune la residenza in quell’immobile, e ha costretto il proprietario ad accordarsi per un affitto lungo, a canone concordato con la formula del 3+2. Speriamo, solo, che adesso paghi regolarmente le rette». Il secondo episodio, invece, coinvolge un secondo proprietario che ha «affittato la casa ad un uomo e si è ritrovato, quest’estate, un’altra persona dentro con tanto di residenza; e senza che lui ne sapesse nulla».

L’introduzione del Cin

Due casi che dimostrano i pericoli che corrono i titolari di abitazioni nell’affittare casa ai primi che capitano. E questo nonostante l’introduzione del Cin, il codice di identificazione nazionale («oltre mille nella sola Rimini»), introdotto dal governo per normare il settore delle locazioni turistiche, che dovrebbe tranquillizzare tutti: titolari e affittuari. «Davanti ai malintenzionati non c’è norma che tenga – stigmatizza, però, Evelyn Metalli, dell’agenzia immobiliare Solo Affitti -. Perché una volta che una persona, munita di contratto, anche di quindici giorni, ti entra in casa e non vuole più uscire non puoi farci nulla. Devi solo attivare le vie legali ed aspettare almeno otto mesi per ottenere lo sfratto».

Il cambio di rotta

Ed è qui che la scelta di “buttarsi” sul turistico non sembra più avere più quei margini di sicurezza e guadagno di qualche anno. Spiega Metalli: «Sulle occupazioni immobiliari ho già detto: le procedure di sfratto non salvano nemmeno gli affitti brevi. E’ sul guadagno, invece, che la situazione si è modificata, e anche molto. Perché, se subito dopo il covid, senza norme ad hoc, e con la paura della diffusione del virus, i turisti preferivano la casa all’albergo, adesso che la concorrenza è aumentata e le regole sono state introdotte i guadagni sono scesi. E anche di molto. Perfino sotto il sistema dell’affitto a canone concordato». Osserva l’agente immobiliare: «Ho messo a confronto la rendita annua media di un trilocale affittato a “breve” con quella di un trilocale affittato a “lungo”. Ebbene rispetto ad un incasso di 15 mila euro annui per il turistico e di 9.000 euro per il 3+2, a 750 euro di retta mensile, col “breve”, tra tasse, utenze, e spese di manutenzione, ci resteranno, “puliti”, tra i 2.560 e 3.110 euro, a seconda che l’immobile lo si affidi ad un rental property manager, un gestore di case altrui, o che si faccia in proprio, contro i 7.038 euro dell’affitto “lungo”». Insomma, numeri alla mano, potrebbe essere arrivato il momento di tornare al vecchio sistema dei canoni concordati. «Affidandosi, magari, alle agenzie immobiliari che, prima di trovare l’affittuario, individuano il profilo sicuro e garantito», conclude Metalli.

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