Rimini, aeroporto, il Siulp lancia l’allarme: “La polizia di frontiera è al collasso”

Rimini

«L’aeroporto Fellini fa il record di passeggeri mentre la polizia di frontiera è al collasso». Una denuncia in piena regola quella di Michele Di Giacomo, segretario aggiunto del Siulp Rimini (il Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia). Parole forti che racchiudono il disagio dei 40 agenti in servizio allo scalo di Miramare, «costretti a ricorrere sistematicamente allo straordinario e a comprimere ferie e riposi per garantire un servizio essenziale per la sicurezza nazionale».

L’allarme

Attacca il sindacalista: «La situazione è preoccupante. Davanti ad un organico che dovrebbe prevedere almeno 50-52 agenti, in aeroporto operano 40 poliziotti. E il prossimo anno altri 3 andranno in pensione, oltre ad un civile. Ebbene, sapete cosa è accaduto? È successo che, dopo le ripetute denunce del Siulp, il ministero dell’Interno ha disposto, con decorrenza 14 settembre, l’assegnazione di 2 nuovi agenti, peraltro insufficienti a soddisfare le esigenze dello scalo, visto che nel 2027 ci saranno ulteriori 4 cessazioni per raggiunti limiti di età». Ma non finisce qui. Perché dopo il danno arriva anche la beffa. Stigmatizza Di Giacomo: «Nei giorni scorsi ci è stato comunicato che uno dei due trasferimenti è stato revocato senza alcuna sostituzione: arriverà, quindi, un solo agente. Siamo al paradosso: mentre da un lato aumentano i passeggeri, i voli europei ed extra-Schengen e le responsabilità operative, dall’altro diminuisce il personale chiamato a garantire i controlli di frontiera e la sicurezza stessa dello scalo».

Un pericolo effettivo, insomma: lo sviluppo di un’infrastruttura determinante per Rimini messo a rischio per un incomprensibile sottodimensionamento di organico di quella forza di polizia che l’infrastruttura deve controllare. Proprio quando i frutti degli investimenti pubblici (i Comuni della costa, Rimini in primis) e privati (la società di gestione AiRiminum 2014) cominciavano a farsi vedere: 442.378 passeggeri nei primi otto mesi del 2026, il 46,5% in più rispetto al gennaio-agosto dello scorso anno, che si chiuse a quota 301.965 e, addirittura, più dell’intero anno 2025 (417mila passeggeri totali).

Fellini h24

Attenzione, però, perché lo scenario potrebbe farsi decisamente più difficile. Quando? Già nei primi mesi del 2027. Spiega il segretario aggiunto del Siulp Rimini: «La situazione potrebbe diventare ancora più critica a marzo del prossimo anno quando inizierà l’operatività h24 dell’aeroporto. Senza un incremento sostanziale dell’organico, infatti, si potrebbe arrivare all’assurdità di non disporre nemmeno del numero minimo di operatori necessario per garantire la regolare turnazione sulle 24 ore e, conseguentemente, la piena operatività dei servizi obbligatori di frontiera. Non si può pensare di gestire uno scalo sempre più internazionale continuando a fare affidamento esclusivamente sullo spirito di sacrificio degli operatori». Tradotto: se aumentano i passeggeri e le attività operative, devono aumentare anche le risorse necessarie a garantire sicurezza e controlli.

«È inaccettabile - incalza Di Giacomo - che si consideri la Polizia di frontiera come un elastico da tendere all’infinito. Cosa si aspetta a inviare rinforzi strutturali? Una grave falla nella sicurezza che metta a rischio la collettività? Non si può fare impresa, né si può sbandierare lo sviluppo del territorio, scaricando i costi e i sacrifici operativi sulle spalle dei lavoratori. Se l’aeroporto di Rimini vuole giocare nel campionato dei grandi scali internazionali, deve essere dotato di servizi di sicurezza all’altezza della situazione».

Le richieste

Per questo motivo il Siulp sollecita il prefetto di Rimini, il ministero dell’Interno, il dipartimento della Pubblica sicurezza e tutte le forze politiche e istituzionali del territorio «ad intervenire con urgenza per ottenere un concreto e strutturale incremento degli organici della Polizia di frontiera di Rimini, nonché il ripristino del trasferimento dell’agente già disposto e successivamente revocato».

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