Rimini. Addio Palmina, anima storica della Trattoria Delinda

Rimini
  • 09 gennaio 2026

Tra il profumo del brodo e la magia dei suoi piatti, Palmina Piscaglia, anima storica della Trattoria Delinda e regina delle sue tagliatelle, si è spenta all’età di 95 anni, lasciando dietro di sé un’eredità di cucina, sorrisi e storie da raccontare. Arrivata alla Delinda all’inizio degli anni Sessanta, quando la trattoria apparteneva ancora alla suocera, Palmina ne divenne il cuore e l’anima. «Mamma ci ha insegnato tutto, dalla cucina alla pazienza con le persone, e lo faceva con una gentilezza incredibile», racconta commossa la figlia, Marina Canducci. «Non c’era un cliente che non uscisse soddisfatto, e chi lavorava con lei imparava a rispettare tutto, dalle uova al pane».

Semplice e riconoscibile

È stata sua mamma, continua Marina, «a introdurre le tagliatelle nel menu e a costruire, giorno dopo giorno, quello stile di cucina semplice e riconoscibile che ancora oggi caratterizza il locale». E sottolinea soprattutto il modo in cui Palmina riusciva a relazionarsi con le persone. «Aveva un’attenzione particolare per chiunque entrasse in trattoria, un atteggiamento che non cambiava mai, neppure negli ultimi anni. È stata sempre gentile e cordiale, fino alla fine».

Impastare uova e passatelli

Per Marina, ripensare alla madre significa anche rivederla in cucina, concentrata sui gesti che ripeteva da una vita e che spiegava con poche parole, come se fossero la cosa più naturale del mondo. «Impastare 20 uova di passatelli è roba da ridere», diceva Palmina, con quella sicurezza tranquilla di chi non ha bisogno di misurare. «Si fa in un attimo, vado ad occhio, basta non sbagliare il pane e metterci un po’ di passione». Era una cucina fatta di mani e di esperienza più che di ricette scritte, un sapere che si trasmette osservando e facendo. Marina ricorda come la madre raccontasse spesso anche le origini della trattoria, nata in modo semplice «quando si metteva un fiasco di vino sul tavolo all’ingresso e si dava da mangiare alla gente che passava».

Le prossime generazioni

Una storia che Palmina sentiva sua e che aveva continuato a scrivere insieme ai figli e poi ai nipoti, visti crescere tra i tavoli e la cucina. Oggi quella continuità resta un impegno preciso per la famiglia. «Io e i miei fratelli Pierpaolo e Marco, con le prossime generazioni, continueremo il lavoro seguendo ciò che nostra madre ci ha insegnato, mantenendo viva la sua cucina e il suo modo di intendere il ristorante». Ma il lascito più forte, aggiunge, va oltre il mestiere: «Ci ha insegnato a volerci bene, a mantenere la famiglia unita e a far vivere ogni piatto, ogni gesto e ogni sorriso con lo stesso amore e dedizione che lei ci ha sempre mostrato». Palmina, parlando dei suoi piatti e della vita, diceva: «Sono cose semplici, ma fatte bene». E così, tra le mani dei figli e dei nipoti, la sua memoria resta viva nella trattoria e nei cuori di chi l’ha conosciuta.

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