Addio ad Aureliano Bonini, un simbolo del turismo della Riviera. Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad lo ha ricordato con un commosso intervento: “Ricordo ancora con emozione la volta che andai nell’ufficio di Aureliano Bonini a comunicargli che Rimini aveva intenzione di assegnargli il Sigismondo d’Oro per l’anno 2022. La reazione di Aureliano fu... da Aureliano: molta leggerezza, quella sensazione bella e disarmante che spegne sul nascere ogni tentazione di retorica o di esibirsi in una scena madre. Un sorriso, uno sguardo, due parole: ‘Siete sicuri?’. Stop. Confesso di essermi sempre trovato in sintonia con il carattere di Aureliano Bonini, nell’ironia, perfino nella dolce disillusione di chi pare sappia alla prima occhiata il giusto peso delle cose. Ma dietro quel velo, quell’approccio così riminese old style, stava una figura gigantesca della storia dell’industria turistica della nostra città. Per tutta la vita Bonini ha cercato quello che forse era inizialmente improbabile trovare e cioè quel senso, quella programmazione precisa attraverso analisi, numeri, conoscenze internazionali che desse una forma, uno stile, un modello replicabile alla iniziale spontaneità, all’urgenza perfino selvaggia con cui era sorto dalle ceneri del dopoguerra il miracolo turistico Rimini”.
Continua il sindaco: “Nel libro ‘Una botta d’orgoglio’ di Silvano Cardellini, c’è un passaggio affettuoso e divertente che lo esemplifica: “Nel marketing vero o nello studio del turismo, delle tecniche dell’ospitalità diventiamo, comunque, maestri. Una banalità. Fateci caso. Chiamate un qualsiasi albergo in Italia. Vi rispondono: “È l’hotel tal dei tali, sono Emma, in che cosa le posso esserle utile?”. Ecco, questa formula, che adesso è stata fatta propria da uffici, studi professionali e anche enti pubblici, l’hanno inventata a Rimini, alla Trademark Italia di Aureliano Bonini. Sarà anche un ritornello che stufa, ma è sempre meglio di “pronto, dicaaa...”. Ripercorrendo la sua fantastica vita, mi rimane impressa una cosa: Aureliano Bonini era un uomo che non si è mai accontentato ma che ha deciso di vivere più e più volte. Posto in banca, famiglia solida, i dolci inganni di una provincia ricca e confortevole come la nostra. Eppure il padre del giovane Aureliano, pittore e spirito libero, un giorno lo chiama e gli dice: ‘Ascolta, il mondo si divide in due categorie: chi sa l’inglese e chi non lo sa’. E lo convince a partire per un Master a Londra al termine del quale, tornato a Rimini, gli si aprono le porte per una strada e una carriera completamente differenti dallo sportello di un istituto di credito. Aureliano Bonini è la testimonianza perfetta per dare corpo a quel celebre detto ‘Il destino non è scritto’. Di lì tutto il resto che si conosce dell’Aureliano pubblico, protagonista vero delle stagioni del turismo riminese con i suoi studi, i suoi approfondimenti, i suoi stimoli e i suoi rilievi critici. Mai banali, mai strumentali ma sempre sostenuti da solide analisi e soprattutto da un impareggiabile amore per Rimini”.
Conclude Sadegholvaad: “Mancherà a tutti, Aureliano. Mancherà la sua competenza, frutto di enorme esperienza e incessante capacità di non accontentarsi del risaputo, del già detto o scritto. E mancherà agli amici e a chi lo conosceva il suo approccio alla vita. La città di Rimini tutta lo ringrazia e stringe in un grande abbraccio la sua adorata famiglia”.