È stato assolto “per non aver commesso il fatto” il 34enne originario del Marocco, a giudizio davanti al Tribunale collegiale con l’accusa di rapina impropria aggravata in concorso con un altro ragazzo all’epoca dei fatti minorenne, commessa nei pressi della stazione ferroviaria ai danni di un albanese di 28 anni. Per lui, difeso dall’avvocato Massimo Melillo del Foro di Rimini, il pm aveva chiesto due anni e otto mesi di carcere e il pagamento di 800 euro di multa. A “tradire” la vittima, soprattutto, la dichiarazione resa in aula prima della discussione e della sentenza, dove di fatto non ha confermato nulla di quanto denunciato all’epoca dei fatti, non ricordando nemmeno quanti soldi esattamente gli vennero rubati e cambiando ancora versione: se 150, 250 o 350 euro, oltre a non riconoscere a suo tempo nemmeno l’imputato nella foto segnaletica mostratagli.
I fatti risalgono all’agosto 2017. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, poco dopo l’una di notte, il 28enne, finito di lavorare nel ristorante, stava tornando a casa percorrendo in bicicletta il sottopassaggio ferroviario “vialetto Ravegnana” quando, giunto all’altezza della chiesa di San Girolamo, si trovò davanti un giovane che con le mani gli bloccò il manubrio della bici. A quel punto il minorenne, che era in compagnia di un altro ragazzo, con una bottiglia di vetro gli avrebbe chiesto se volesse acquistare della droga. Al suo rifiuto, con destrezza gli aprì la cerniera dello zaino che aveva sulle spalle, portandogli via tre banconote da 50 euro l’una, parte della paga che il datore di lavoro gli aveva consegnato a fine serata. A quel punto il 28enne raggiunse i due ladri, intimando loro di ridargli i soldi, ma invano, perché gli stessi lo invitarono ad allontanarsi, minacciandolo prima con la bottiglia di vetro e poi dicendo che avrebbero chiamato alcuni loro amici che lo avrebbero ammazzato di botte. Impaurita, la vittima prese il telefono affermando di chiamare la polizia e fu proprio in quel momento che il minorenne cercò di colpirlo. Il 28enne però riuscì a disarmarlo, innescando una colluttazione prima che il giovane riuscisse a divincolarsi e scappare verso la stazione ferroviaria insieme al complice, ma sempre inseguiti dalla vittima, che riuscì a fermare il minore sul primo binario. Sul posto arrivarono anche gli agenti della Polfer, che lo condussero nei loro uffici per sporgere denuncia. Poco dopo giunse in stazione il complice, poi indicato nel 34enne, che prima era riuscito a dileguarsi e sarebbe tornato indietro solo per chiedere informazioni sull’amico, venendo però così identificato e in seguito, una volta concluse le indagini, rinviato a giudizio. Il minorenne, invece, è andato a processo davanti al Tribunale dei Minori di Bologna.