La pressione mediatica e sociale che circonda il delitto di Pierina Paganelli dall'ottobre 2023 ha raggiunto un punto di rottura drammatico per Manuela Bianchi. La nuora della vittima e testimone principale nel processo contro Louis Dassilva - assolto lo scorso 9 giugno dalla Corte d'Assise di Rimini - è stata trasportata d'urgenza in ospedale in codice rosso dopo aver assunto due confezioni di un calmante a base di benzodiazepine.
Attualmente ricoverata all'ospedale Infermi di Rimini, Manuela Bianchi non sarebbe in pericolo di vita. Secondo quanto emerso dal referto medico, che classifica il fatto come gesto autolesionista, la donna ha spiegato ai sanitari di non aver retto la gogna pubblica alla quale lei e, in particolar modo, la figlia sono state sottoposte. Il personale medico sta ora valutando un possibile trasferimento presso una struttura specializzata per garantire un percorso di cura adeguato alla sua fragilità.
La situazione, già estremamente delicata, è precipitata in questi giorni, portando lo Studio Legale Barzan a rompere il silenzio con una nota ufficiale di estrema gravità denunciando una costante escalation di attacchi personali e giudizi sommari e specificando come «la documentazione clinica acquisita documenta il significativo aggravamento correlato alla persistente esposizione mediatica ostile e alla pressione sociale conseguente alla vicenda giudiziaria».
L
a difesa lancia un appello alla responsabilità collettiva: «Riteniamo doveroso richiamare tutti gli operatori dell'informazione, gli utenti dei social network e chiunque intervenga pubblicamente sulla vicenda al rispetto della dignità della persona, della sua integrità psicofisica e dei principi fondamentali di civiltà giuridica che impongono di evitare ogni forma di gogna mediatica, aggressione verbale o delegittimazione personale».
Il pool legale ha infine ribadito che, in questa delicata fase, «la tutela della salute, della dignità e della riservatezza della nostra assistita costituisce un diritto fondamentale che deve essere garantito indipendentemente da qualsiasi valutazione o opinione sulla vicenda processuale», assicurando che continuerà a «vigilare con la massima attenzione affinché ogni eventuale condotta lesiva dell'onore, della reputazione e dell'equilibrio psicologico della propria assistita venga adeguatamente valutata nelle sedi competenti».