Avrebbe palpeggiato e violentato la sorella di soli 14 anni, prima tra le mura di una camera d’albergo a Rimini e poi nuovamente nell’abitazione familiare nel Torinese. È la pesante accusa a cui deve rispondere un 20enne piemontese, che ora rischia il processo per violenza sessuale continuata e aggravata perché commessa ai danni di una minorenne, legata a lui da uno stretto vincolo di parentela e nell’ambito delle relazioni domestiche.
Per il giovane, difeso dall’avvocato Luca Tagini del foro di Torino, concluse le indagini, il sostituto procuratore Luca Bertuzzi ha chiesto il rinvio a giudizio, che sarà discusso nel prossimo mese di aprile davanti al giudice per le indagini preliminari Alessandro Capodimonte.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sulla base delle sommarie informazioni rese dalla vittima, gli episodi risalirebbero alla seconda metà del 2024. Il primo si sarebbe consumato ad agosto a Rimini, nella stanza d’albergo dove la famiglia alloggiava. In quell’occasione il giovane, in stato di alterazione psicofisica dovuto all’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti, si sarebbe introdotto nel bagno mentre si trovava la sorella, palpeggiandole il seno e i glutei e chiedendole con insistenza di compiere atti sessuali su di lui. Il secondo, invece, sarebbe avvenuto ad ottobre dello stesso anno nella loro casa di Torino: il giovane avrebbe assalito sessualmente la 14enne mentre si trovava distesa a letto, palpeggiandola di nuovo nelle stesse parti del corpo.
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